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Tutti pazzi per la marijuana libera

Manifestazionedi Stefania Carboni –
Dall’alternativa delle case chiuse di Matteo Salvini ai freni di Matteo Renzi.
Perché parlare di Maria piace a tutti: endorsement di Vittorio Feltri incluso.

Italia come il Colorado? A lanciare il dibattito sull’erba “libera” in casa è la Lega Nord. L’assessore lombardo del Carroccio Gianni Fava è stato il primo nei giorni scorsi ad esprimere il suo sì alla legalizzazione della cannabis. Nonostante il no di Salvini («l’ultima delle battaglie che la Lega farà, anzi che non farà mai») al suo fianco spunta il deputato romagnolo Gianluca Pini.

Attenzione però: i leghisti non sono soli. Ieri in giornata anche il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione parlamentare per i diritti umani ha parlato di un disegno di legge in materia di “coltivazione e cessione della cannabis indica e dei suoi derivati”. Il ddl prevede la depenalizzazione: «Si prevede, poi, il ripristino della distinzione del trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e droghe pesanti, con una riduzione delle pene per le prime, fino alla completa cancellazione delle sanzioni amministrative per i consumatori dei derivati della cannabis». Si alzano le barricate. Chi spunta tra le fila proibizioniste?

Bobo Marley - Opera di Fotomontaggi Politici

Bobo Marley – Opera di Fotomontaggi Politici

IL NO DI RENZI E SAN PATRIGNANO – Sel e Pd viaggiano per l’apertura, ma ieri Matteo Renzi ha gelato tutti. Nel corso della trasmissione Otto e mezzo ha definito “schizofrenico un Paese in cui si passa dal proibizionismo più totale alla liberalizzazione delle droghe leggere”. «Iniziamo – ha incalzato il segretario – a cambiare la Fini-Giovanardi che è una leggiaccia. Iniziamo a rimettere la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti e mettiamo in prova chi è stato arrestato per detenzione di droghe leggere». Maurizio Gasparri tramite Forza Italia ha definito la liberalizzazione come “folle”. Matteo Salvini leader del Carroccio ha intenzione di perseguire altre battaglie:

Mentre arriva il sostegno di Ferrero (Prc) il Nuovo Centro Destra frena: «Case chiuse, droghe aperte…ma dove stiamo andando?», ha commentato il consigliere lombardo dell’Ncd, Stefano Carugo (presidente della commissione Affari Istituzionali alla Regione Lombardia). In suo sostegno arriva anche il tweet del ministro dell’Interno Angelino Alfano:

 

Tra i cori di no, oltre al classico Giovanardi, anche la Comunità di San Patrignano: «Siamo molto preoccupati per le recenti e intollerabili dichiarazioni di alcuni esponenti politici in merito ad una possibile depenalizzazione e legalizzazione della cannabis, in cui sono tornati a trattare ancora una volta con disarmante leggerezza, pressappochismo e mancanza di competenza un tema che interessa il futuro delle nuove generazioni. Proposte di legge e prese di posizione che, se accolte, potrebbero avere conseguenze devastanti».

guarda le vignette:

(Fonti twitter ‏@einrik91 @canapa /Facebook/Fotomontaggi Politici)

IL PARERE DEL PRETE ESPERTO – E i giornali dell’elettorato di centro destra? Oggi Don Chino Pezzoli su Libero (in prima pagina) parla dei rischi dell’altra “Maria”:

La cannabis di leggero non ha proprio niente. Negli ultimi anni si è passati dal 4 al 25 per cento di Thc: lo spinello più forte, chiamato skunk, può provocare da solo un’overdose, anche senza l’aggiunta di altre sostanze. Uno solo può causare una crisi psicotica. L’età in cui si comincia (…) ad assumere cannabis si abbassa sempre più. Attenti quindi alla vita che finisce in fumo. I politici hanno l’obbligo di informarsi sui danni al sistema nervoso centrale. Viviamo in un Paese schizofrenico e superficiale, dove si piangono le morti del sabato sera ma non ci s’interessa mai veramente di cosa le provochi e perché.

e cita il buon esempio degli inglesi…

Nessun giornale italiano ha avuto il coraggio di comportarsi come il quotidiano britannico The Independent, che è uscito in copertina con il titolo: «Cannabis – scusateci, ci siamo sbagliati». L’articolo rivedeva le posizioni che, un decennio prima, lo avevano spinto a una campagna per la liberalizzazione della cannabis. Un cambiamento dovuto al fatto che, come ha spiegato Colin Blakemore, responsabile del Medical Research Council, «il legame tra fra cannabis e psicosi adesso è chiaro, mentre non lo era dieci anni fa».

IL LIBERO FELTRI E IL PREOCCUPATO VENEZIANI – Anche il Giornale apre in prima pagina con tanto di due pareri: Vittorio Feltri e Marcello Veneziani. Spettacolare Feltri:

Ecco il punto. Ragionando senza farsi annebbiare dai pregiudizi nemici della razionalità, occorre ammettere che la marijuana, per esempio, per quanto non sia preferibile all’aerosol, non è più nociva di un bicchiere di vino o di un grappino. Non si comprende quindi perché debba essere osteggiata e proibita quasi fosse un pericolo per la salute pubblica, essendo stata equiparata gratuitamente alle «pere» e alle strisciate di polverina bianca.

Mentre Veneziani (scettico) chiede:

È degno di un Paese che vuol tutelare i diritti civili perseguire le opinioni in ordine alla razza, al sesso, alla nazione, e invece liberalizzare le droghe leggere e dunque i comportamenti che ne conseguono una volta perduta o sospesa la lucidità della ragione e il controllo dei propri impulsi? Perché punire il dire scorretto e permettere il fare scorretto? Curioso poi quel puritanesimo isterico contro le sigarette e quel permissivismo tardosessantottino con l amarijuana. O quel salutismo schizofrenico per cui dolci e grassi sono veleno, mentre la cannabis rientra nel libero arbitrio…

AGGIORNATEVI GENTE – Ieri lo Stato di New York è diventato il ventunesimo paese americano a legalizzare l’uso della marijuana per scopi terapeutici. Contemporaneamente in Uruguay il governo ha pieno controllo della produzione, vendita e distribuzione dell’erba sul mercato. In pratica potrebbe esportarla. D’altronde come ha precisato Vittorio Feltri: «Suvvia, si eviti di demonizzare i vizietti giovanili mentre si tollerano allegramente quelli senili: il cicchetto e le Marlboro, le cui conseguenze per la salute non sono né meno gravi né più trascurabili. È ora di aggiornarsi».
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