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Tutti pazzi per l'italiano, è quarta lingua più studiata

di Massimo Maugeri

Firenze – Quarta lingua più studiata nel mondo dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese. E in crescita esponenziale. L’italiano è sempre più amato e diffuso, e i numeri lo dimostrano: nel biennio 2015/16, oltre 400 mila studenti in più rispetto al biennio precedente, hanno iniziato a studiare la nostra lingua il cui appeal continua a essere legato alla passione per l’arte e la cultura. Negli ultimi anni tuttavia, una forte attrazione è esercitata anche dal Made in Italy in tutte le sue forme, dalla moda al design, fino al cibo e al vino. E lo studio della lingua di Dante è considerata da molti giovani stranieri anche un modo per trovare lavoro nei settori in cui l’Italia e’ ai primi posti, dal lusso all’enogastronomia. Un impulso “decisivo” alla diffusione della lingua sara’ dato in futuro dai nuovi media.

I NUMERI, AUMENTANO GLI STUDENTI – In base ai dati diffusi durante gli Stati generali della lingua italiana nel mondo, nell’anno scolastico 2014/2015 sono stati 2 milioni 233 mila 373 gli studenti stranieri di lingua italiana nel mondo. Un numero che gli esperti considerano “estremamente imponente” e che segna “un incremento notevole” rispetto al milione e 700 mila studenti del 2013/14 e al milione 522 mila dell’anno scolastico 2012/13. Secondo le statistiche, la maggioranza assoluta degli studenti di italiano nel mondo (il 55%) studia la nostra lingua a scuola, mentre 324.386 persone lo fanno contesti diversi da quelli scolastici. Circa 42 mila studenti stranieri hanno seguito corsi di italiano presso enti come la società Dante Alighieri o altre associazioni culturali. In crescita anche l’albo degli italofoni, il registro di tutti coloro che parlano la lingua italiana e si sono distinti in vari ambiti professionali, che ha registrato un incremento del 70% nell’ultimo biennio, raggiungendo quota 1.100 nominativi. Resta ferma invece la voce borse di studio: la direzione generale per la promozione del sistema Paese, nel biennio considerato, ha offerto borse di studio solo s 571 cittadini stranieri, pari a complessive 3.836 mensilita’.

NON SOLO ARTE, L’APPEAL DEL MADE IN ITALY  – Arte, cultura, letteratura, storia. Ma anche moda e design. Cambiano i fattori che secondo il rapporto stanno alimentando l’appeal della lingua italiana nel mondo da parte degli stranieri. Il nostro patrimonio artistico, architettonico, musicale e letterario resta la prima ragione per cui gli stranieri si avvicinano alla lingua italiana, ma ultimamente, rileva il documento degli Stati generali della lingua, nell’immaginario collettivo vengono associati all’Italia anche le eccellenze dal Made in Italy, come la moda, il cibo e il design. Si tratta, secondo gli esperti, di uno dei principali veicoli attraverso cui attrarre le nuove generazioni verso lo studio dell’italiano, anche con prospettive di lavoro e di business.

EUROPA: FRANCIA E GERMANIA AL TOP – In ambito europeo i paesi che registrano una maggiore presenza di studenti di italiano sono la Francia e la Germania. Quest’ultima, in particolare, e’ il primo paese al mondo per numero assoluto di studenti della nostra lingua. La maggior parte dei corsi di italiano in Germania si tiene soprattutto nelle Università popolari in cui si concentra l’88% degli studenti, grazie a tasse di iscrizione piu’ basse e offerta di corsi e materiale in settori molto diversi. Anche in Francia il numero di studenti di italiano è in crescita costante, nell’anno 2014/15 sono stati oltre 270 mila.

USA E AUSTRALIA – Stati Uniti e Australia sono i paesi anglofoni con il maggior numero di studenti di italiano. In Australia, in particolare, dove l’italiano è parte del patrimonio culturale ereditato dalla forte immigrazione di nostri connazionali, sono stati conclusi una serie di accordi per l’inserimento sistematico di corsi di italiano nei sistemi scolastici locali. L’italiano resta la seconda lingua piu’ studiata e resiste all”assalto’ delle lingue asiatiche, soprattutto il cinese, che si sta espandendo in maniera molto forte.
Negli Usa, l’italiano è la quarta lingua straniera piu’ studiata, e gli Stati Uniti hanno il primato del paese che ha il piu’ alto numero di cattedre e di italiano e dipartimenti di italianistica nel mondo. Ad oggi negli Usa ci sono circa 50 dipartimenti di italianistica e circa 400 corsi di italiano a livello universitario. Crescono inoltre gli studenti americani che sono venuti a studiare in Italia: nell’ultimo biennio sono au,mentati del 4,4% rispetto al biennio precedente. Negli Usa, in circa 800 scuole di ogni ordine e grado, l’italiano costituisce una parte dell’offerta curricolare. Il 60% di queste scuole si concentra sulla costa est, nella fascia Boston, New York, Philadelphia, Washington.

LA SFIDA CINESE – Dopo l’inglese, lo spagnolo e il francese, l’italiano si contende con il giapponese, il coreano e il tedesco, il quarto posto tra le lingue piu’ studiate in Cina. Il numero degli studenti di italiano e’ in crescita, emerge dai numeri diffusi dagli Stati generali, ma la presenza dell’italiano nel sistema scolastico cinese e’ praticamente nulla e in quello universitario e’ molto limitata: si registrano infatti solo 2.900 studenti circa, distribuiti nei 30 atenei cinesi che offrono corsi di italiano.

SEMPRE MENO GLI ‘ITALIANI D’ARGENTINA’  -Malgrado il forte legame culturale e l’ immenso flusso migratorio che nel secolo scorso hanno caratterizzato il rapporto tra i due paesi, l’Argentina e’ solo il sesto paese al mondo per numero assoluto di studenti d’italiano, che rimane la terza lingua piu’ studiata dopo inglese e francese. L’Argentina resta il paese in cui si registra la piu’ significativa incidenza demografica e sociale di italiani, con oltre 900 mila italiani residenti, ma la popolazione più giovane, secondo il rapporto, sta perdendo interesse per la lingua degli avi emigrati e rinuncia a studiare l’italiano per la mancanza di eventuali sbocchi professionali che invece sono più facilitati dall’apprendimento di altre lingue. Migliora la situazione in Brasile invece: l’anno scorso, e’ stato concluso un memorandum d’intesa con il ministero dell’Istruzione brasiliano per aumentare i corsi di italiano a livello universitario.

IL CASO ALBANIA, L’ITALIANO E LA TV – L’Albania e’ oggi il paese piu’ ‘italianofono’ del mondo, dopo l’Italia. Grazie alla televisione. Il segnale terrestre che arrivava sugli apparecchi dei cittadini albanesi durante uno dei regimi socialisti piu’ chiusi e isolati dell’ex blocco dell’Est, ha fatto si’ che l’Italia si trasformasse in un modello culturale e linguistico di riferimento per gli albanesi. Ma paradossalmente la tecnologia ha bloccato questo fenomeno: il passaggio al digitale terrestre infatti ha interrotto questo canale e la conoscenza della lingua italiana da parte delle giovani generazioni di albanesi e’ molto meno diffusa che in passato. L’Albania rimane comunque il paese con una maggiore presenza di studenti di italiano, in particolare nelle scuole locali.
 

– MEDITERRANEO – Tra i Paesi del Mediterraneo, Tunisia e Egitto sono quelli dove l’italiano si sta diffondendo di piu’. L’Egitto in particolare è il Paese col più alto numero assoluto di studenti italiani e dove la domanda di insegnamento dell’italiano come seconda lingua, dopo l’inglese, sta crescendo in maniera piu’ veloce. In Tunisia, dal 1989, la lingua italiana è inserita come terza lingua opzionale, (dopo francese, considerata lingua madre, e inglese) in tutti i licei del paese. 

IL FUTURO: IMPRESE, SOCIAL MEDIA E ‘MILLENNIALS’ – I giovani si avvicinano ai prodotti ‘lingua-cultura-economia-societa’ italiana’, sempre di piu’ attraverso i nuovi media. Moltissime aree del mondo un tempo non raggiunte dall’offerta culturale italiana e dal suo ‘fascino’, oggi sono invece a portata di mano. Dunque, secondo la gran parte degli esperti, la nuova sfida e’ quella di riuscire a veicolare il ‘prodotto Italia’ e la sua lingua attraverso canali di comunicazione del tutto nuovi, a cominciare dai social media. Ma per fare questo servono due cose: “Una strategia politica e istituzionale che promuova i contenuti in italiano sul web” e “un piu’ pieno e consapevole coinvolgimento del sistema imprenditoriale”. L’invito e’ a creare piattaforme condivise tra le imprese italiane impegnate nei processi di internazionalizzazione e i soggetti che operano per diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Il futuro della lingua italiana e dello stesso sistema Paese, passa per una linea rossa che unisce economia, cultura e diffusione digitale. (AGI) 

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