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Tutto quello che una vera fan deve sapere sul vestito da sposa di Meghan 

Alla fine tutti i pronostici sono stati smentiti. Nessuno dei quattro stilisti che i media inglesi davano accreditati ha firmato il vestito con cui Meghan Markle è andata all’altare per sposare il principe Harry. 

La scelta dell’ex-attrice è caduta sulla stilista britannica Clare Waight Keller, direttrice creativa di Givenchy per “l’estetica elegante e senza tempo e la fattura impeccabile” del suo stile.

Meghan ha voluto anche sottolineare “il successo di un talento di punta che ha lavorato per tre delle case di moda più influenti al mondo”, Pringle of Scotland, Cloe’ e adesso Givenchy.

Meghan aveva espresso inoltre il desiderio di avere tutti e 53 paesi del Commonwealth con sé nel suo giorno più importante, per cui la Waight Keller ha scelto per ogni singolo Paese un fiore distintivo e li ha uniti in una grande composizione floreale.

E l’abito per la sera?

Per il party serale, il secondo ricevimento di nozze organizzato alla Frogmor House, a circa un chilometro di distanza dal castello di Windsor, dal padre di Harry, il principe Carlo, la ormai duchessa di Sussex ha indossato un abito smanicato con taglio all’americana della stilista Stella McCartney, seconda figlia di Paul McCartney. 

Nelle foto diffuse dai media internazionali si vede Meghan uscire mano nella mano con il marito dal castello di Windsor con l’abito bianco in crepe di seta, con spalle e schiena scoperte. Harry ha aperto alla moglie lo sportello di una Jaguar azzurro metallizzato che li attendeva. In un tweet, Kensington Palace ha sottolineato che si tratta di un modello del 1968 riconvertito in auto elettrica.

Qualche capello fuori posto

Ai milioni di spettatori che, in tutto il mondo, hanno guardato in diretta le nozze del principe Harry con Meghan Markle, non è sfuggito che i capelli dell’ex attrice non erano perfettamente raccolti, tutt’altro. Legati sulla nuca, con uno chignon basso, qualche ciocca sfuggiva alla presa e anche sotto il velo spuntavano.

E’ una caratteristica costante dell’ex attrice americana che – come quando si fece vedere a gambe nude sotto il cappotto il giorno dell’annuncio del fidanzamento – è abituata a rompere le tradizioni: negli scorsi mesi, il 2 febbraio 2018, per il suo primo evento ufficiale insieme al principe Harry, a una serata di gala, si e’ presentata con uno smoking nero (e non con il tradizionale abito lungo).

Ma proprio perché così dirompente, Meghan fa tendenza: i suoi cappotti vanno a ruba una volta sfoggiati. E la crocchia scomposta, come se fosse stata fatta all’ultimo minuto, da sola, è ben diversa dallo chignon tirato, senza un capello fuori posto e protetto da una retina che sfoggia Kate, la cognata e moglie del principe William. 

Gli stilisti ‘trombati’

I favoriti per firmare l’abito della sposa erano:

  • Ralph&Russo che ha firmato anche l’outift per il fidanzamento
  • Burberry
  • Erdem 
  • Alexander McQueen (lo stesso di Kate)

Quanto al colore, era ovvio che fosse bianco. E la purezza, stavolta, non c’entra niente.

Quando i colori sgargianti erano la regola

Se Meghan Markle solcasse la navata di St George Church con un abito rosso fuoco, il mondo definirebbe la moglie del principe Harry la più anticonformista delle spose di Buckingham Palace, eppure è ‘solo’ da 180 anni che l’abito bianco è diventata la regola in chiesa. Prima di allora, quando le unioni era strette più sulla base degli interessi che dell’amore, l’abito delle spose reali serviva a testimoniare il prestigio della casata. Stoffe pregiate dai colori sgargianti e cimeli di famiglia erano lo standard.

Nel 1468, Margaret di York, ricorda la CNN, aveva così tanti gioielli applicati sul vestito da non riuscire a camminare per il suo peso. Il risultato fu che dovette essere trasportata fino all’altare.

Quattro secoli dopo, la principessa Charlotte, nel 1816, indossò un abito argentato ricamato con fiori e conchiglie. Il costo fu di 10mila sterline, l’equivalente di circa 1,3 milioni di euro attuali.

La regina Vittoria in bianco

Così, quando nel 1840 la regina Vittoria scelse di indossare un abito bianco per le sue nozze con il principe Alberto, il look apparve frugale e sottotono. La scelta del colore, in realtà, fu più che studiata: l’attività del ricamo e merletto della cittadina di Beer era allora in declino. Quale miglior modo per rilanciarla se non quello di far risaltare quei minuziosi lavori sull’abito da sposa della regina? Non solo: Vittoria evitò anche di indossare gioielli, tessuti pesanti e colori intensi per non apparire come una monarca agli occhi di suo marito.

Col tempo, anche tra le persone senza sangue blu, l’abito bianco divenne l’emblema della purezza e del benessere. Le donne delle classi più povere, infatti, si sposavano con gli abiti che avevano, magari i più nuovi e puliti, ma presenti già nell’armadio. Potersi permettere un abito speciale, da indossare per un solo giorno anche per via del suo colore, era la prova del benessere di quella famiglia. Fu solo dopo la Seconda Guerra mondiale che, nel mondo occidentale – in Cina ci si sposa in rosso e in Malesia in viola, ad esempio – le future mogli iniziarono a copiare lo stile delle spose reali.

Hollywood fa eccezione

Solo le attrici di Hollywood hanno fatto eccezione. Prima fra tutte Brigitte Bardot che per le nozze del 1959, con Jacques Charrier, indossò un abito a quadretti bianchi e rosa Vichy con gonna larga, manica a tre quarti e scollo rotondo. Nel 1964, fu Elizabeth Taylor a rompere con la tradizione: per dire sì a Richard Burton indossò un abitino giallo canarino di chiffon, corto alle ginocchia, con scollo ad anello e lunghe maniche a sbuffo.

Nel 1997, l’icona di stile Sarah Jessica Parker, meglio conosciuta come la Carrie Bradshow di “Sex and the City”, ha fatto quello che il galateo mette in cima alla lista dei divieti: ha sposato Matthew Broderick con un abito di Morgan Le Fay composto da una canottierina di raso nero e gonna di satin tutto rigorosamente nero. Nel 2003 Julianne Moore ha detto sì in un vestito di Prada color lavanda. Mentre, più di recente, nel 2013, Keira Knightley ha scelto un abito corto grigio di Chanel per pronunciare i voti nuziali.

Kate l’oculata

La moglie del principe William, al matrimonio di Harry e Meghan, ha indossato lo stesso vestito giallo pallido che aveva già portato in altre due occasioni ufficiali. L’abito, di Alexander McQueen, era stato già sfoggiato in occasione del battesimo della piccola Charlotte nel 2015 e poi al compleanno della regina Elisabetta II l’anno successivo. Una decisione non inusuale per Kate che ha più volte fatto notizia per aver ‘riciclato’ abiti in diverse occasioni ufficiali. Alcuni commentatori sostengono che l’abbia fatto per non mettere in ombra la sposa.

Barba e divisa

Tutti a parlare del vestito di Meghan e nessuno a domandarsi cosa diavolo indossasse il principe Harry. Bene: nella mise sfoggiata dallo sposo ci sono ben due stonature: indossa una divisa sebbene abbia lasciato l’esercito da tre anni e – orrore! – ha la barba.

Harry ha optato per una redingote dei Blues and Royals dell’esercito britannico confezionata per lui dalla sartoria di Savile Row ‘Dege & Skinner’, che ha vestito anche William. Anche se ha lasciato l’esercito, Harry può indossarla in quanto ha mantenuto alcune cariche onorifiche. E quanto alla barba, è stata la Regina stessa a dare il via libera. E, si sa, è lei il comandante in capo delle forze britanniche.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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