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Uber: Authority, servono norme per evitare i tribunali

(AGI) – Roma, 15 lug. – Il fenomeno del car sharing (come nel caso Uber) richiede una revisione delle norme su taxi, e vetture a noleggio con conducente (Ncc) per evitare che i problemi di policy non approdino nelle aule dei tribunali: la “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, “unitamente alle discipline regionali e degli enti locali, infatti, non sembrano piu’ adeguate al perseguimento dei principi di concorrenza e di tutela dell’utenza del settore”. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale al Parlamento dell’Autorita’ di Regolazione dei Trasporti, presentato oggi dal presidente dell’Autorita’ Andrea Camanzi, nella Sala Capitolare del Senato. Lo stesso Camanzi ha ricordato che, su questo tema, l’Autorita’ ha inviato un atto di segnalazione al Governo e al Parlamento, auspicando che “il legislatore si faccia quanto prima carico delle necessarie riforme nel convincimento che problemi di policy come questo non possano essere risolti nelle aule di tribunale”. “Il recente diffuso utilizzo di tecnologie informatiche applicate in modo innovativo alla mobilita’ delle persone – spiega il Rapporto – incide sia sulla domanda e sui comportamenti degli utenti, che sull’offerta dei servizi di trasporto locale non di linea. In questo contesto l’Autorita’ ha avviato nei primi mesi del 2015 una indagine finalizzata ad approfondire la conoscenza e la comprensione dei fenomeni sopra richiamati, delle loro tendenze evolutive e delle implicazioni sotto il profilo della regolazione economica. Nella indagine sono stati coinvolti tutti i principali portatori di interesse: le associazioni rappresentative degli operatori dei servizi di taxi e Ncc, le nuove piattaforme tecnologiche che in vario modo operano nel settore, le associazioni dei consumatori, l’Anci e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. I fenomeni esaminati nell’ambito dell’indagine hanno posto in evidenza l’opportunita’ di proporre modifiche alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, recante “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”. La disciplina quadro dei servizi taxi e Ncc sopra citata, unitamente alle discipline regionali e degli enti locali, infatti, non sembrano piu’ adeguate al perseguimento dei principi di concorrenza e di tutela dell’utenza del settore”. “L’atto di segnalazione al Governo e al Parlamento avente ad oggetto i profili di rilevanza economico-regolatoria dell’autotrasporto di persone non di linea (taxi, Ncc e piattaforme di servizi tecnologici per la mobilita’) – ha spiegato Camanzi – si propone di far emergere i nuovi mercati e le relative problematiche regolatorie affinche’ domanda e offerta di servizi si incontrino in modo trasparente e nel rispetto delle regole proprie di ogni attivita’ economica d’impresa. L’atto di segnalazione – nel riconoscere che i taxi assicurano servizi propriamente pubblici – contiene specifiche proposte quali: la costituzione di un albo dei drivers; la riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti; la previsione di un obbligo di registrazione per le piattaforme di servizi; la individuazione nelle regioni degli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea; la possibilita’ di modulare le tariffe; le conseguenti modifiche della legge n. 21/1992 in materia di taxi e Ncc. Auspichiamo – ha concluso presidente dell’Autorita’ – che il legislatore si faccia quanto prima carico delle necessarie riforme nel convincimento che problemi di policy come questo non possano essere risolti nelle aule di tribunale”. (AGI) .
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