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Ucraina: falliti colloqui per tregua, civili muoiono

(AGI) – Roma, 30 gen. – E’ fallita la nuova tornata di colloqui prevista a Minsk per un cessate il fuoco nelle regioni orientali e separatiste ucraine, mentre i civili continuano a morire e le due opposte fazioni continuano ad addossarsi la responsabilita’ delle stragi. Giovedi’ il segretario di Stato Usa John Kerry volera’ a Kiev per colloqui sulla crisi: incontrera’ il presidente, Petro Poroshenko, il primo ministro, Arseniy Yatsenyuk, e il ministro degli Esteri, Pavlo Klimkin. Il capo della diplomazia americana era gia’ atteso in Europa per partecipare il 6 e 7 febbraio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. Si e’ aperto intanto un nuovo fronte di combattimenti tra i filo-russi e l’esercito di Kiev: a Debeltseve, citta’ strategica perche’ equidistante da Donetsk e Lugansk, sulla quale i separatisti hanno lanciato una pesante offensiva. Sette civili sono morti in un bombardamento di artiglieria pesante, ha riferito il capo della polizia regionale Viacheslav Abroskin, aggiungendo che le bombe continuano a cadere e alcune stanno colpendo abitazioni civili. Molti residenti sono intrappolati in quello che e’ diventato un campo di battaglia. Alcuni sono riusciti a fuggire nella vicina Artemivsk. Secondo quanto riferito dalla Bbc, i separatisti hanno preso il controllo della vicina citta’ di Vuhlehirsk, ma la notizia non trova conferme ufficiali. Il ministro capo della delegazione filo-russa Denis Pushilin, ha accusato Kiev di essersi rifiutata di trattare. L’incontro previsto per oggi a Minsk doveva vedere intorno al tavolo rappresentati ucraini, russi e dell’Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) oltre a quelli delle due autoproclamate repubbliche ribelli di Donetsk e Lugansk. I separatisti filo-russi hanno quindi avvertito che se le truppe di Kiev continueranno a cannoneggiare le loro posizioni, si riservano il diritto di continuare la loro “offensiva”, in particolare su Mariupol, la citta’ sul Mare di Azov, uno degli ultimi bastioni di Kiev, bombardata sabato scorso. Azione in cui sono morti 30 civili. I ribelli denunciato che nelle ultime ore l’artiglieria ucraina ha bombardato un autobus e un centro culturale a Donetsk, causando almeno 7 morti. Secondo i separatisti 5 persone sono morte nel centro culturale, e altre 2 nell’esplosione che ha investito un autobus a un chilometro di distanza. Difficile, come sempre, stabilire la verita’, perche’ anche Kiev ha accusato i ribelli i due incidenti. Secondo fonti militari ucraine sono stati i separatisti ad aprire il fuoco, colpendo civili che stavano per ricevere aiuti umanitari. Oltre ai 7 morti ci sono 3 feriti. Francia e Polonia hanno intanto chiesto un “immediato” cessate il fuoco e hanno rivolto un nuovo appello a Mosca, affinche’ smetta di sostenere “in ogni forma” i separatisti filorussi. “Siamo molto preoccupati per quel che sta avvenendo nell’est dell’Ucraina”, ha spiegato il presidente francese, Francois Hollande, al termine dei colloqui con il primo ministro polacco, Ewa Kopacz. Il capo dell’Eliseo ha lanciato un nuovo avvertimento alla Russia, minacciando un’estensione delle sanzioni europee, se non si dovesse raggiungere una soluzione politica alla crisi nell’ex repubblica sovietica. Una decisione in questa direzione era stata presa giovedi’ nel corso del Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri Ue: entro una settimana l’Alto rappresentante e la Commissione presenteranno una proposta per una lista aggiuntiva di persone da colpire con le sanzioni gia’ approvate nei mesi scorsi, che sara’ formalizzata in occasione della prossima riunione dei ministri in calendario per il 9 febbraio. Una decisione che ha ricevuto il placet degli Stati Uniti. (AGI) .
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