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Ucraina: scambio prigionieri, Poroshenko accoglie i 145 soldati

(AGI) – Kiev, 27 dic. – Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha accolto all’alba, in un aeroporto di Kiev, 145 militari ucraini scambiati venerdi’ sera con 222 ribelli nella regione orientale del Paese, uno scambio frutto dell’accordo raggiunto nei negoziati dei giorni scorsi a Minsk, ora a un punto morto. Il massiccio scambio, il piu’ corposo da quando e’ cominciato il conflitto ad aprile, dovrebbe concludersi oggi, con la consegna all’Ucraina di quattro militari detenuti nella repubblica separatista di Lugansk (non e’ chiaro pero’ dove ne’ quando). Venerdi’ sera lo scambio e’ avvenuto nella regione di Donetsk, su una strada vicino la citta’ di Kostiantynivka, 45km a nord dalla roccaforte separatista. Lo scambio ha riguardato 222 ribelli (uomini e donne) e 146 soldati ucraini. Uno dei soldati si e’ pero’ rifiutato di andare a Kiev, sostenendo di essere di origine russa e disapprovare la condotta dell’esercito ucraino nell’est. “Come presidente e cittadino, sono lieto che possiate festeggiare il nuovo anno con le vostre famiglie, come vi avevo promesso”, ha detto Poroshenko, in un comunicato diffuso dalla presidenza. “Purtroppo non tutti sonno ancora tornati: quattro dei vostri compagni torneranno domani”. Il massiccio scambio di prigionieri e’ l’unico risultato tangibile raggiunto mercoledi’ durante i colloqui nel gruppo di contatto (presenti, oltre ai rappresentanti di Kiev e ai ribelli filorussi, anche emissari di Mosca e dell’Osce). I negoziati dovevano riprendere venerdi’, sempre a Minsk, ma non hanno avuto luogo, nel mezzo delle accuse reciproche di voler minarne il risultato. Gli insorti chiedono in particolare la ripresa dei finanziamenti di Kiev alle regioni ribelli e uno statuto speciale, che consenta maggiore autonomia alle regioni di Donetsk e Lugansk. Questo statuto e’ previsto dagli accordi firmati a Minsk a settembre; ma secondo Kiev e l’Occidente, i ribelli hanno minato il risultato concordato organizzando a inizio novembre le elezioni, messe all’indice dalla comunita’ internazionale e di cui Kiev ha chiesto l’annullamento. (AGI) .
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