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Ucraina: Usa minacciano Russia su nuove sanzioni e plaudono a Ue

(AGI) – Washington, 30 gen. – Gli Usa hanno minacciato la Russia di nuove sanzioni se Mosca continuera’ a sostenere la ribellione in Ucraina e hanno nel contempo dato il loro ‘placet’ alla decisione dell’Ue di ampliare quelle esistenti. L’accordo raggiunto dai ministri degli Esteri dell’Ue di ampliare le sanzioni gia’ esistenti “e’ solo un segnale in piu’ che le azioni degli ultimi giorni e settimane sono assolutamente inaccettabili e che ci saranno altre conseguenze”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki. La riunione dei ministri a Bruxelles -ha proseguito – si e’ tradotta “in uno sforzo di importanti sanzioni che e’ in corso da mesi” e si tratta di “un passo avanti positivo”. La portavoce tuttavia non ha fatto alcuna previsione ne’ su chi eventualmente colpirebbero le nuove sanzioni, ne’ sui tempi in cui entrerebbero in vigore. Intanto una donna, madre di sette figli, e’ stata accusata di “tradimento” in Russia per aver chiamato l’ambasciata di Kiev, avvertendo di movimenti di truppe russe verso l’Ucraina, in quello che sembra uno degli ultimi tentativi di Mosca di coprire il suo intervento nel conflitto in corso da un anno nell’est della ex repubblica sovietica. Svetlana Davydova, 36 anni, e’ stata arrestata la settimana scorsa da un gruppo di uomini in uniforme nera che hanno fatto irruzione nel suo appartamento a Vyazma, ovest di Mosca. Lo ha denunciato all’agenzia Afp il marito della donna, Anatoly Gorlov. La Davydova, che rischia dai 12 ai 20 anni di prigione, e’ ora detenuta nel carcere di massima sicurezza di Lefortovo nella capitale russa, ha riferito l’avvocato d’ufficio Andrei Stebenev, il quale non ha voluto commentare ulteriormente il caso, spiegando che per le autorita’ russe si tratta di “segreto di Stato”. Secondo quanto raccontato dal marito, ad aprile scorso, la donna ha chiamato l’ambasciata di Kiev per avvertire che la locale base militare di Vyazma era vuota, suggerendo che i soldati erano stati dislocati oltre confine. A quanto pare, avrebbe informato i diplomatici ucraini di aver sentito un uomo delle forze armate russe che parlava di una missione, nel periodo delle elezioni presidenziali nell’ex repubblica sovietica, di gruppi dell’intelligence militare di Mosca, Gru. La Davydova ha quattro figli con Gorlov, che a sua volta ha altri tre figli dal precedente matrimonio. Il marito insiste nel dire che la moglie non ha tradito il suo Paese; le e’ stato detto che se non collaborera’ con gli inquirenti, le verra’ tolta la custodia dei figli. “L’apertura di questo caso e’ un riconoscimento che le truppe russe sono state dispiegate in Ucraina”, ha dichiarato sempre ad Afp l’avvocato e difensore dei diritti umani Vladislav Yusupov. La notizia del caso Davydova, diffusa per prima dal giornale Kommersant, ha creato stupore e incredulita’ in Russia, dove sui social network molti hanno dubitato della sua veridicita’. Il deputato d’opposizione Dmitri Gudkov ha chiesto all’ufficio del procuratore generale piu’ dettagli sul caso, mentre un altro leader dell’opposizione, Serghei Mitrokhin, del partito Yabloko, ha annunciato di aver chiesto chiarimenti all’Fsb. Alle accuse dell’Occidente di partecipare con uomini e mezzi al conflitto nell’Est ucraino, il Cremlino ha sempre risposto negando qualsiasi tipo di coinvolgimento. Il presidente Vladimir Putin, nella sua conferenza di fine anno a dicembre, aveva dichiarato che “in Ucraina non ci sono soldati russi, solo volontari non pagati che si sono mossi per il richiamo del cuore”. (AGI) .
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