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Ue: 10 Paesi conformi Patto stabilita', 8 con Italia a rischio

Roma – Nessuno dei 18 paesi dell’Eurozona presenta rischi di grave non conformita’ al Patto di stabilita’ e crescita: in dieci casi i Documenti programmatici di bilancio sono pienamente in linea (Germania, Olanda, Lussemburgo, Estonia, Slovacchia) o sostanzialmente conformi (Francia, Irlanda, Lettonia, Malta e Austria) con il Patto; per i restanti otto paesi (tra questi Italia, Belgio e Spagna), la conformita’ (compliance) e’ a rischio. Lo scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) nel focus “Una panoramica delle strategie di finanza pubblica nei Documenti programmatici di bilancio 2017”, in cui non viene presa in esame la Grecia, perche’ essendo soggetta a programma di aggiustamento macroeconomico non ha presentato il proprio Dpb.
Secondo lo studio, prosegue in Europa la riduzione del disavanzo e la riduzione del debito in rapporto al Pil che passano nella media dei paesi considerati rispettivamente dal 2% del 2015 al 1,4% nel 2017 e dal 91,2% all’88,9%; solo la Spagna presenta un rapporto disavanzo/Pil superiore al 3% mentre 12 su 18 paesi evidenziano un debito superiore al 60% del prodotto. Per l’Italia, nel 2017 sia il disavanzo in rapporto al Pil (2,3%) sia il debito in rapporto al Pil (132,6%) sono previsti superiori alla media. Nel biennio 2016-17 e’ previsto in media un leggero peggioramento (circa 0,1 punti percentuali all’anno) del disavanzo in termini strutturali; cio’ significa che la riduzione del disavanzo effettivo e’ dovuta alle migliorate condizioni cicliche. L’allentamento annuo programmato nel Dpb dell’Italia (0,5%) e’ superiore alla media.
L’Upb mette in luce che la Germania, nonostante il leggero allentamento in termini strutturali e contrariamente a un programma di stabilita’ che ipotizzava il pareggio di bilancio, ha previsto per il biennio 2016-17 un obiettivo di avanzo di bilancio in termini effettivi; la Francia mantiene l’impegno di ridurre il rapporto disavanzo/Pil sotto la soglia del 3 per cento entro il 2017 anche a costo di una politica di bilancio restrittiva prociclica; la Spagna, nonostante le migliorate condizioni cicliche, punta invece a raggiungere questo obiettivo solo dopo il 2017; infine, l’Olanda prosegue con un’intonazione di bilancio leggermente restrittiva nonostante abbia a disposizione spazi di bilancio e presenti un output gap ancora negativo, mentre il Belgio intende attuare un consolidamento di bilancio nel 2017 per compensare lo sforamento atteso per quest’anno. Il rapporto fa poi notare come il grado di aggiustamento o allentamento strutturale vari molto da paese a paese; agli estremi opposti, Cipro prevede un allentamento strutturale medio di 1,8 punti percentuali nel biennio 2016-17 mentre Malta un aggiustamento strutturale medio di circa un punto percentuale. L’allentamento annuo programmato nel Documento programmatico di bilancio dell’Italia (0,5 punti percentuali) e’ superiore alla media dell’area.
Inoltre, viene messo in luce che in alcuni paesi (Italia, Germania, Finlandia, Lussemburgo), seppur con gradi diversi di intensita’, il peggioramento del saldo strutturale nel 2017 appare legato all’obiettivo di imprimere un orientamento espansivo alla politica di bilancio a fronte di una fase ciclica stimata ancora negativa (politiche espansive anticicliche); in due paesi (Cipro e Lettonia) vengono invece attuate politiche espansive procicliche; in cinque dei paesi che hanno adottato politiche restrittive (tra questi la Spagna) esse appaiono anticicliche, mentre in tre (Francia, Olanda e Belgio) hanno natura prociclica.
Infine – si legge in una nota – “la considerazione del saldo delle partite correnti, accanto all’output gap, come indicatore per valutare la posizione ciclica dei singoli paesi e dell’area euro, conferma la necessita’ per il 2017 di un orientamento espansivo della politica di bilancio per l’area euro nel suo complesso; l’intonazione maggiormente espansiva dovrebbe riguardare in primo luogo paesi – come Germania e Olanda – che denotano un output gap negativo e saldi delle partite correnti significativamente positivi (rispettivamente 8,7% e 8% in rapporto al Pil per il 2017)”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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