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Ue e cielo unico europeo, il nodo Gibilterra

di Emanuele Bonini

Bruxelles – L’uscita del Regno Unito dall’Ue potrebbe risolvere il nodo del cielo unico europeo (Ses), il progetto per il superamento dei ventotto sistemi di controllo e gestione del traffico aereo per un mercato del trasporto aereo veramente comunitario, o in alternativa complicarlo ulteriormente. Il progetto Ses risale al 2004, quando furono adottati i regolamenti per la riorganizzazione dei cieli europei e non è stato finora completato per le resistenze di Londra circa le competenze sullo scalo di Gibilterra. Il principio di fondo del Ses è la creazione di nove ‘blocchi funzionali di spazio aereo’ (noti come Fab) al posto dei singoli sistemi nazionali. Gibilterra, però, dipende dal Regno Unito ma confina con la Spagna. La sua posizione geografica ha posto lo scalo internazionale all’interno del Fab la cui gestione dovrebbe ricadere sotto le autorità spagnole, ma Londra non ha mai acconsentito a che ciò potesse accadere. La Brexit apre nuove scenari, con le incognite del caso. Da una parte si può ipotizzare che un abbandono trascinerà fuori anche Gibilterra, dove il 23 giugno scorso si è votato per il referendum assieme agli elettori d’Oltremanica. Vorrebbe dire che Gibilterra è fuori dal progetto Ses assieme a Londra, e significherebbe la fine dei veti britannici allo spazio unico europeo. Dall’altra parte, però, c’è l’incognita relativa al posto di Gibilterra nello scacchiere geo-politico. In questi giorni il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha chiarito che se esce Londra esce pure Gibilterra. Il primo ministro di Gibilterra, Fabian Ricardo, ha però osservato che il 95,9% di quanti sono andati a votare nell’enclave (20.172) si è espresso per rimanere, e non sembra intenzionato a mollare l’Ue tanto facilmente. Se a questo si aggiunge che l’uscita dall’Ue porrà  problemi in termini di sorvolo degli spazi aerei (i voli civili e commerciali da Gibilterra per Londra dovranno circumnavigare la penisola iberica anziché sorvolarla, volando in linea retta), bisognerà vedere cosa intenderà  fare il territorio d’oltremare di Sua Maestà. Gibilterra potrebbe chiedere di mantenere rapporti speciali con l’Ue, ma questo farà eventualmente parte dei negoziati che partiranno quando Londra attiverà le procedure di recesso dall’Ue. E solo da quel momento si potranno delineare meglio gli scenari futuri. (AGI) 

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