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Ue: Guigou, Europa apra a sponda Sud per combattere populismo

(AGI) – Roma, 9 set. – L’Europa e’ a un bivio e se vuole sopravvivere deve rilanciare il suo progetto aprendo ai vicini della sponda Sud, dando modo in particolare ai giovani, attraverso una mobilita’ gestita, di incontrarsi e parlarsi, in un dialogo interculturale divenuto oggi piu’ che mai essenziale. E’ la ferma convinzione di Elisabeth Guigou, ex ministro francese, oggi presidente della Commissione Affari Esteri dell’Assemblea Nazionale e alla guida della Fondazione Anna Lindh, presente in 43 Paesi con una rete di 5mila organizzazioni della societa’ civile.
“Il miglior modo per rivitalizzare il progetto europeo, minacciato da xenofobia e populismo come dal risorgere dei nazionalismi, e’ che l’Europa si volti verso i vicini, verso il mondo esterno”, ha sostenuto la Guigou, in un’intervista all’AGI, prima di recarsi al Museo della Pace di Napoli a ricevere il “Premio Mediterraneo Istituzioni”. “Nel XX secolo, il progetto europeo ha avuto successo perche’ ha dato risposte alle paure e ai bisogni dell’epoca: la guerra, il rifiuto delle dittature e il desiderio di ritrovare la prosperita’. E questo e’ stato grosso modo raggiunto. Oggi, le paure vengono dall’esterno, e bisogna dare risposte”. Ma questo non accadra’ “se l’Europa continuera’ a restare ripiegata su se stessa, impantanata nei suoi problemi interni”. “Sono convinta che per risolvere una buona parte dei problemi europei e rilanciare il senso di quel progetto, l’Europa debba aprirsi, il suo futuro e’ con i vicini della sponda sud in particolare”.
‘Agenti’ di questa apertura sono i giovani, al centro anche delle attivita’ della Fondazione Anna Lindh, in una condivisione dei valori della mediterraneita’ che accomuna tutti i popoli che vi si affacciano. “Essenziale e’ il dialogo interculturale”, che deve poter usufruire di “tutti gli strumenti possibili”, da quelli tradizionali a quelli piu’ tecnologicamente avanzati, in particolare “sempre di piu’ i social network”. Perche’, ha spiegato l’ex ministro francese, “Internet oggi e’ il principale strumento di comunicazione tra i giovani e sappiamo anche che, tramite questo, passa il messaggio di radicalizzazione di Daesh, che puo’ contare su 10mila siti”. Da qui, l’importanza di “fornire alle nuove generazioni gli strumenti e la formazione per poter contestare questa ideologia di morte e contrastare la manipolazione”. Ma, ha aggiunto,”non puo’ essere solo un messaggio ufficiale perche’ questo e’ per definizione sospetto. Serve quindi che siano le stesse societa’ civili, le associazioni, a mettersi in gioco e fare proprio questo dibattito”.
E’ quello che fa la Fondazione con le sue 5mila associazioni in rete, nella convinzione che non si possa rifiutare la mobilita’, chiudendo le porte, ma sia necessario gestirla, senza ovviamente venire meno alla sicurezza. “E’ molto difficile perche’ oggi affrontiamo problemi di sicurezza, la crisi economica e sociale, l’ineguaglianza che cresce, il terrorismo e le migrazioni, ma dobbiamo farci carico dei movimenti delle popolazioni, organizzarli. Non possiamo chiuderci, bisogna continuare ad assicurare gli scambi, attraverso nuove forme di vie legali”.
Si inserisce in questo solco la proposta della Guigou di estendere i progetti formativi e creare un “Erasmus euro-mediterraneo”, aperto non solo agli studenti ma a tutti quei giovani che si impegnano. “Sono convinta che le autorita’ dovrebbero sviluppare dei ‘passaporti di talento’. Non possiamo lasciare che l’Europa si chiuda e diventi una fortezza, indifferente ai drammi che accadono nel Mediterraneo. Per questo bisognerebbe facilitare visti e passaporti per i nostri artisti, creatori, giornalisti, intellettuali, imprenditori, sindacalisti, organizzare la mobilita’ di giovani che hanno qualcosa da dire e da fare”.
Un dialogo euromediterraneo che e’ “cruciale per l’avvenire dell’Europa” cosi’ come dei singoli Stati membri, perche’ contro il risorgere di pericolosi nazionalismi, bisogna interrogarsi su “quale sia la societa’ nella quale vogliamo vivere, quale rappresentazione abbiamo del nostro Paese e soprattutto che Europa vogliamo”. Guardando, infatti, all’appuntamento nel 2017 per scegliere il nuovo inquilino dell’Eliseo, la Guigou si e’ detta convinta che “per la prima volta il progetto europeo sara’ al centro della campagna elettorale”. E contro la prospettiva di una crescita del Front National di Marine Le Pen, fautrice dell’uscita della Francia dall’Euro come dall’Ue, ha citato i piu’ recenti sondaggi secondo cui piu’ del 70% dei francesi non la segue. “Abbiamo problemi transnazionali – ha concluso – non si puo’ immaginare di risolverli restando chiusi dentro le proprie frontiere”. (AGI)
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