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Ue: inchiesta su Disneyland Paris, tedeschi e Gb pagano di piu'

(AGI) – Bruxelles, 29 lug. – In Europa, Topolino e Paperino sembrano trasformarsi da personaggi da sogno a qualcosa di piu’ simile alla Banda Bassotti, facendosi pagare dai turisti tedeschi e britannici molto piu’ di quanto non chiedano a siano francesi e belgi per le stesse offerte per accedere a Disneyland Paris. Il parco divertimenti, a soli 30 km da Parigi, e’ finito nel mirino dell’Ue con l’accusa di discriminare i turisti applicando prezzi diversi a seconda da quale Paese dell’Unione. Bruxelles, riferisce il Financial Times in prima pagina, ha chiesto alla Francia di aprire un’inchiesta per accertare come mai la societa’ che gestisce il parco faccia pagare biglietti diverse a seconda della nazionalita’ del turista: per lo stesso pacchetto un francese paga 1.346 euro, un britannico 1.870 ed un tedesco addirittura 2.447 euro. Tutto e’ partito dalla denuncia di alcune associazioni dei consumatori, riferisce il Ft, che hanno accusato Disneyland Paris di impedire l’accesso a tariffe scontate, applicate automaticamente a francesi e belgi, ai residenti di altre nazioni Ue. Questo sistema discriminatorio funziona tramite il sistema di acquisto dei pacchetti attraverso il reindirizzamento automatico dal sito dove si acquistano i biglietti e le offerte da quello francese www.disneylandparis.fr a quello del proprio Paese, nei casi citati www.disneylandparis.co.uk (quello britannico) e www.disneylandparis.de (quello tedesco). Il commissario Ue per il Mercato Unico, Elzbieta Bienkowska, ha dichiarato che dopo aver ricevuto uno tsunami di lamentele “e’ giunta l’ora di andare a fondo di questo sistema. Sono molto interessata a ricevere risposte e spiegazioni. Apparentemente non riesco ad immaginare quali potrebbero essere le obiettive giustificazioni a questi sistemi”. Il Ft sottolinea che in base ai regolamenti Ue ci possono essere variazioni di prezzo in base alla nazionalita’ degli acquirenti ma solo sulla base di motivi obiettivi, come differenti condizioni di mercato, variazioni stagionali nelle domande o diversi periodo di vacanza. Disneyland Paris afferma che le sue promozioni sui mercati locali si basano sull’andamento delle prenotazioni e sulle vacanze scolastiche. Ma da un controllo sommario dei ‘rivali’ europei di Disneyland Paris, come la i danesi Legoland e Tivoli Gardens ed il tedesco German Europapark, l’Ue ha constatato che questi non praticano prezzi diversi sulla base della nazionatia’. Se la Francia non dovesse assumere alcuna iniziativa allora la Commissione potra’ alla fine portare in giudizio il governo di Parigi. (AGI) .
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