TwitterFacebookGoogle+

Ue, si' a maggioranza al ricollocamento di 120. 000 profughi

(AGI) – Bruxelles, 22 set. – Le decine, centinaia di migliaia di profughi che premono alle porte dell’Unione europea non hanno lasciato all’Unione europea lo spazio di un compromesso consensuale. Falliti tutti i tentativi della presidenza lussemburghese, il Consiglio dei ministri degli Interni, convocato per la seconda volta in otto giorni, ha dovuto approvare con 23 voti a favore, 4 contrari e un’astensione, un provvedimento che sara’ vincolante anche per chi non l’ha accettato. E’ dunque passato a larga maggioranza, “maggiore di quella prevista dal trattato” come ha sottolineato il presidente di turno Jean Asselborn, il meccanismo che prevede il ricollocamento di 120 mila nuovi profughi, che si aggiungono ai 40 mila gia’ decisi, da Italia e Grecia verso tutti gli altri paesi secondo numeri stabiliti dalla Commissione europea. Al momento, oltre ai 24 mila gia’ decisi in precedenza, dall’Italia partiranno altri 15.600 persone a cui sara’ stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale; ma fra 12 mesi saranno sbloccati anche i 54 mila “congelati” dopo il rifiuto dell’Ungheria di partecipare allo schema, e saranno ripartiti fra Italia e Grecia “secondo le stesse proporzioni degli accordi presi in precedenza”, come ha spiegato al termine della riunione il ministro Angelino Alfano. “Abbiamo ottenuto quello che volevamo – ha constatato – l’unica nota amara e’ che questo risultato arriva dopo due anni”. La presidenza lussemburghese non e’ riuscita a convincere i paesi piu’ ostili, la Repubblica Ceca e la Slovacchia che hanno preannunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte Ue se la Commissione non fornira’ chiarimenti giuridici adeguati, ma neanche l’Ungheria e la Romania, mentre la Polonia ha votato a favore e la Finlandia si e’ astenuta. Il vertice straordinario di domani sera si preannuncia quindi piuttosto animato, anche se l’obiettivo per i capi di Stato e di governo e’ di affrontare soprattutto gli aspetti di politica estera della questione, a partire dai rapporti con i paesi vicini come la Turchia ma anche con quelli di origine e transito. “Ci troviamo in una situazione di emergenza”, ha commentato Asselborn giustificando la scelta di ricorrere al voto, mettendo in evidenza la spaccatura fra i Ventotto. In ogni caso, “ogni paese accettera’ il numero di profughi che gli e’ stato attribuito: nessuno potra’ rifiutare visto che la decisione e’ stata presa ad ampia maggioranza”. Ci sara’ pero’, per i paesi che dimostreranno di avere motivi eccezionali, la possibilita’ di rinviare di un anno l’accoglienza di non piu’ del 30% dei migranti assegnati loro. I ministri francese e tedesco, i cui paesi sono destinatari della fetta piu’ ampia dei rifugiati da ricollocare, sono tornati a chiedere in cambio “il rafforzamento dei controlli alle frontiere e una maggiore efficacia nella registrazione, senza i quali l’accoglienza dei profughi non e’ sostenibile”. Un nuovo richiamo ai paesi beneficiari del ricollocamento perche’ realizzino in fretta gli “hotspot”, in collaborazione con le agenzie Ue, per l’identificazione dei profughi aventi diritto all’asilo e la “ritenzione” degli altri. “La risposta Ue deve essere generosa e umanitaria, ma anche ferma e responsabile”, ha avvertito il ministro francese Bernard Cazeneuve. Intanto, in un rapporto, l’Ocse ha avvertito che la crisi “senza precedenti” durera’, ma ha aggiunto che l’Europa “ha la capacita’ e l’esperienza per farvi fronte. Certo, ha aggiunto, l’ondata migratoria rappresenta una “crisi umanitaria con un costo umano spaventoso e inaccettabile”, che nel solo 2015 potrebbe portare a un milione di richieste di asilo nell’Ue. Nel tentativo di frenare l’ondata di profughi, il governo ungherese continua fare ricorso alla costruzione di nuove barriere: un decreto firmato dal premier, Viktor Orban, chiede ai ministri dell’Interno e della Difesa di preparare nuove barriere, anche se non specifica dove (la stampa ipotizza che potrebbe essere nella provincia di Zala, alla frontiera con la Croazia, da dove entrano dalla settimana scorsa migliaia di rifugiati ogni giorno). Scontri fra profughi e polizia croata sono scoppiati nel villaggio di Opatovac, dopo che a causa dell’affollamento ad alcuni richiedenti asilo e’ stato impedito di accedere al centro di accoglienza per la registrazione. La Croazia ha anche revocato dopo poco piu’ di 24 ore il blocco del traffico pesante dalla Serbia. (AGI)
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.