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Ue, verso un "cartellino giallo" all'Italia

Bruxelles – Oggi la Commissione europea indicherà che l’Italia ed altri sette Paesi (Spagna, Portogallo, Belgio, Finlandia, Slovenia, Cipro e Lituania) sono a “rischio di non rispetto” delle regole Ue sui conti pubblici nazionali. Lo scrive la testata on line Politico.eu, anticipando le valutazioni che saranno adottate dall’esecutivo.

Secondo Politico, solo 5 Paesi dell’Eurozona saranno considerati come pienamente nel rispetto delle regole (Germania, Estonia, Paesi Bassi, Slovacchia e Lussemburgo) e altri cinque come “ampiamente” rispettosi (Francia, Irlanda, Austria, Lettonia, Malta), mentre il diciannovesimo Paese della moneta unica, la Grecia, è escluso dallo scrutinio della Commissione perché ancora soggetto al programma di aiuti internazionali. Domani mattina, il collegio dei Commissari deciderà le opinioni sui documenti programmatici di bilancio per il 2017 dei paesi Euro. Nella stessa occasione, è previsto che venga pubblicato un documento che stabilirà le linee di una nuova politica di bilancio europea: lo stesso presidente Jean-Claude Juncker lo aveva preannunciato, nella lettera di intenti che accompagnava il suo discorso sullo stato dell’Unione, lo scorso 14 settembre, quando aveva scritto che “nella prossima raccomandazione sulla politica economica dell’area euro, promuoveremo una politica di bilancio positiva (‘a positive fiscal stance’) per la zona euro, a sostegno della politica monetaria della Banca Centrale Europea”.

Secondo Politico, il documento prevede che lo 0,5% del Pil dei Paesi possa essere destinato al rilancio dell’economia nel 2017. Si tratta di una nuova forma di “flessibilità” dello stesso tipo di quella per le riforme e gli investimenti di cui l’Italia ha già beneficiato, ma dovrebbero essere favoriti i Paesi meno indebitati. In ogni caso, la decisione della Commissione dovrebbe marcare un deciso cambio di marcia rispetto alla politica dell’austerità che negli anni scorsi ha segnato le scelte di politica economica Ue, in seguito alla crisi dei debiti sovrani di alcuni Paesi Euro.

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