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Ue: Vestager, riforme Italia aiutano crescita; e apre su bad bank

(AGI) – Roma, 10 set. – I segnali di ripresa in Europa, e dunque anche in Italia, sono “incoraggianti”, ma non basta, perche’ bisogna fare di piu’ sul fronte della concorrenza. Tuttavia, le riforme messe in campo dal nostro Paese, dal mercato del lavoro alla scuola, potranno aiutare la crescita. Questo il messaggio che la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, consegna al Parlamento italiano durante un’audizione delle commissioni Industria, Attivita’ produttive e Politiche Ue di Camera e Senato. Vestager apre uno spiraglio anche sul tema spinoso della ‘bad bank’ su cui da mesi l’Italia cerca una mediazione con Bruxelles: “Siamo fiduciosi che una soluzione si trovi”, dice la commissaria Ue, sottolineando che sara’ il governo a dover cercare una via italiana e aggiungendo che comunque le banche che ricorreranno a questo veicolo avranno il dovere di ristrutturare senza far pesare l’operazione sulle spalle dei contribuenti. L’Italia ha fatto e sta facendo “importanti riforme strutturali” che “rafforzeranno il potenziale di crescita dell’economia italiana”, esordisce Vestager. “Dal mercato lavoro alla scuola, al pubblico impiego al settore bancario. Sono riforme che rafforzeranno il potenziale di crescita dell’economia italiana – aggiunge – e favoriranno la prospettiva importantissima per ogni cittadino di poter accedere all’istruzione, trovare un lavoro, avviare un’attivita’ economica e potersi prendere cura della propria famiglia”. Nell’economia europea in generale, aggiunge, ci sono “incoraggianti segnali di ripresa economica, le cose vanno meglio, ma non basta”. “Siamo in una situazione di grande stress per l’Europa sul fronte degli investimenti e del lavoro e per questo la concorrenza gioca un ruolo importante. Abbiamo il dovere di migliorare e dare nuovo slancio all’economia, le regole della concorrenza possono fare molto”. E l’Europa ‘promuove’ il ddl Concorrenza all’esame del Parlamento. Vestager ha espresso “apprezzamento per il provvedimento concorrenza all’esame del Parlamento, che innesca un meccanismo positivo e ridurra’ le barriere. Non e’ una iniziativa una tantum – ha aggiunto – ma si continuera’ anno dopo anno con una impostazione coerente che promuove la trasparenza e la sinergia tra autorita’ della concorrenza e il Parlamento, che ha la possibilita’ di dare l’impulso politico per attuare le riforme”. Quanto alla ‘bad bank’, “Siamo fiduciosi che una soluzione possa essere trovata”, aggiunge. Ogni stato membro, inclusa l’Italia, deve decidere se vuole realizzare una ‘bad bank’ con o senza aiuti di Stato, ma la condizione per istituire una ‘bad bank’ e’ che gli istituti che vi ricorrono devono poi ristrutturare, sottolinea la politica danese. “La bad bank puo’ essere creata con o senza aiuti di Stato, – ha detto Vestager – spetta all’Italia scegliere le modalita’ per la creazione di una bad bank, noi facciamo del nostro meglio per dare input, consigli e scambiare informazioni con le autorita’ italiane, perche’ nel momento in cui viene istituita una bad bank, che magari dara’ vantaggi a determinate banche, occorre imporre la condizione della ristrutturazione perche’, stanno utilizzando i soldi dei contribuenti”. Riguardo alle difficolta’ legate al fatto che non esiste ancora un mercato dei prestiti deteriorati, “c’e’ una notazione positiva, ovvero uno sviluppo lento ma sicuro di un mercato per i prestiti incagliati. Le banche piu’ grandi iniziano a comprare questi prestiti incagliati – continua – quindi si fissa gradualmente un prezzo di mercato per questi prestiti incagliati e quindi in qualche maniera si ripristina un’economia di mercato”. “E’ importante che il mercato possa funzionare da solo e cedere i crediti deteriorati perche’ la cessione e’ un segnale della ripresa economica”. Quello che deve essere evitato, conclude Vestager che subito dopo il suo passaggio in Parlamento avra’ un incontro con i ministri Pier Carlo Padoan e Federica Guidi, e’ che la cessione dei crediti incagliati delle banche finisca per pesare sulle spalle dei contribuenti: “Se si trasferisce un prestito che non viene ripagato a qualcuno che puo’ assumersi un rischio maggiore – ha concluso – allora il costo aumenta, e quel prezzo deve essere valutato a valore di mercato, e se non lo e’ qualcuno deve pagare la differenza, e quel qualcuno non dovrebbe essere il contribuente, ci piacerebbe evitarlo”. (AGI) .
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