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Ultimatum Isis scaduto, ansia per ostaggi

(AGI) – Tokyo, 30 gen. – Ansia per la sorte del pilota giordano e del freelance giapponese nelle mani dell’Isis, dopo che giovedi’ ieri sera e’ scaduto l’ultimatum degli jihadisti che minacciavano di ucciderli se Amman non avesse liberato una terrorista irachena. Il premier nipponico, Shinzo Abe, ha assicuratto che “si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per liberare Kenji Goto”, il 47enne giornalista nelle mani dell’Isis dalla fine dello scorso ottobre. Il gruppo jihadista ha diffuso ieri un nuovo ultimatum che metteva come limite “il tramonto del sole, ora di Mosul” della stessa giornata: avrebbe ucciso gli ostaggi se non fosse stata liberata Sajida al-Rishawi, l’aspirante kamikaze arrestata nel 2005. Il governo giordano, che si era detto disponibile allo scambio, ha fatto sapere di attendere pero’ la prova che il suo pilota, Mouad al Kassasbeh, sia ancora in vita. Amman non si fida dell’Isis che peraltro aveva annunciato di aver ucciso Kassasbeh gia’ pochi giorni dopo la sua cattura, vicino Raqqa, ‘capitale’ del Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. Intanto lo Stato islamico resiste alla crescente pressione dei curdi e della coalizione internazionale e in queste ore sta conducendo attacchi su piu’ fronti in Iraq. Il piu’ ampio e’ quello nella citta’ petrolifera di Kirkuk. L’offensiva e’ iniziata con un attentato suicida al Kirkuk Palace Hotel, condotto da piu’ miliziani che indossavano cinture esplosive. L’offensiva, condotta da tre fronti diversi, e’ andata avanti per ore, lasciando sul terreno almeno 6 peshmerga, oltre a un importante capo curdo locale, Shirko Fatih. I morti sono stati “decine, ma alla fine le forze peshmergha, che negli ultimi giorni hanno contribuito all’espulsione dei jihadisti dalla citta’ siriana di Kobane, sarebbero riuscite ad avere la meglio sui jihadisti. Forse perche’ si sentono sotto pressione, i miliziani jihadisti hanno fatto esplodere dieci palazzi presidenziali, un tempo proprieta’ di Saddam Hussein, a Tikrit, a nord di Baghdad; ed hanno lanciato un nuovo attacco a ovest di Mosul nelle due localita’ di Kaske e Aske. E’ stata una notte pesante anche nel nord della penisola del Sinai: in azione il braccio locale dell’Isis, Ansar Beit al Maqdis, ora nota come Stato del Sinai dopo l’affiliazione allo Stato islamico (Isis). Negli scontri sono morti almeno 45 persone e all’alba anche due bambini. Non a caso il presidente, Abdel Fattah al-Sisi, a Addis Abeba per il summit dell’Ue, ha voluto accorciare la propria permanenza in Etiopia ed e’ rientrato al Cairo per seguire personalmente gli sviluppi. (AGI)
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