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Ultime trattative sulle unioni civili, domani si vota

Roma  – Ultime ore di trattative frenetiche per il ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Mentre nell’aula del Senato si conclude la discussione generale, i gruppi parlamentari si riuniscono, a cominciare da quello M5s, trattano con grande prudenza reciproca, a cominciare da Pd e Lega, si schierano.

Per tutta la giornata di oggi proseguirà il dibattito sulla discussione generale sulle unioni civili, per il quale non è previsto orario di fine lavori. Da domani pomeriggio, invece, inizierà l’esame vero e proprio del provvedimento, con le prime votazioni.

L’esordio potrebbe essere già con un primo voto segreto, su un emendamento a prima firma Quagliariello e Calderoli, che mira a rispedire il ddl in commissione.

Sui voti segreti, però, così come sull’ammissibilità degli emendamenti, dovrà prima esprimersi il presidente Grasso. Per questo, oggi sarà una giornata dedicata ai contatti e alle ultime trattative tra le forze politiche, in primis Lega, Pd e Ap, per tentare una mediazione sul numero delle proposte emendative e delle votazioni segrete.

Il clima si rassenera in Senato sugli emendamenti. Un primo screening tra Lega e Pd sarebbe infatti servito a tranquillizzare sia i dem sul mantenimento del patto da parte del Carroccio, sia i leghisti sulla reale intenzione dei dem a non tirare fuori dal cilindro emendamenti ‘cangurò. Dopo un rapido confronto tra i capigruppo Zanda e Centinaio (presenti anche altri esponenti del pd e della Lega), non ci sarebbero più timori sul numero degli emendamenti e sul contenuto degli stessi: di quelli targati Carroccio ne resterebbero in campo circa 500 (massimo 550, compresi alcuni emendamenti ‘premissivì), tra cui nessun ‘contro-canguro’ o escamotage simili per tentare di affossare il ddl: “a noi interessa una discussione vera nel merito del provvedimento”, ribadiscono dal Carroccio.

Il Pd, dal suo canto, ha ribadito di procedere al ritiro dell’emendamento Marcucci contestualmente alla ufficializzazione della sforbiciata leghista. Un nuovo, e stando a quanto spiegano sia dal Pd che dalla Lega, definitivo incontro si terrà intorno alle 17. Se sul fronte ‘numerì la strada sembra in discesa, restano invece ancora da sciogliere i ‘nodì sulle votazioni segrete. Qui, riferiscono dal Pd, non è stato ancora raggiunto un accordo con la Lega, che punterebbe a chiedere una trentina di voti segreti, mentre il Pd vorrebbe ‘contenerè gli scrutini segreti a non più di 15-20.

Il vero scoglio, tuttavia, è rappresentato da Area popolare, che anche oggi avrebbe confermato l’intenzione – già preannunciata ieri dal capogruppo Schifani – di chiedere al presidente Grasso il maggior numero possibile di voti segreti. Anche da Forza Italia potrebbero arrivare richieste di voto segreto. 

Intanto si è riunita l’assemblea del gruppo M5s al Senato, che ha confermato il sì alla legge. Si è discusso soprattutto del voto sulla stepchild adoption e due senatori hanno annunciato il voto contrario all’articolo 5: Sergio Puglia e Ornella Bertorotta.

“Una cosa è ascoltare il grido di queste persone schiacciate da anni – ha spiegato Puglia facendo riferimento agli omosessuali – un’altra cosa è la stepchild adoption. Io spero che l’articolo 5 sulle adozioni venga soppresso o cambiato”. (AGI) 

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