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Un anno dedicato a Norberto Bobbio (Repubblica 8.1.14)

Articolo di Massimo Novelli (Repubblica 8.1.14)

“”Il 9 gennaio del 2004, all’età di 94 anni, Norberto Bobbio moriva a Torino. Sincero e commosso fu l’omaggio che migliaia di persone gli resero, dandogli l’ultimo saluto nella camera ardente allestita nell’aula magna dell’Università torinese, dove, oltre che negli atenei di Camerino, di Siena e di Padova, il filosofo aveva insegnato. Curiosamente il decennale della scomparsa cade nei mesi che, quantomeno a livello politico, dovrebbero segnare la riscossa dei quarantenni e la rottamazione del cosiddetto “vecchio”. Invece proprio il ricordo di un “grande vecchio” come Bobbio offre nel 2014 la possibilità di ritornare al suo pensiero, sempre vivo e contemporaneo. Tutto ciò avverrà grazie alle ripubblicazione di alcuni saggi e alle numerose iniziative volute dal Centro studi Piero Gobetti, che ne ospita l’archivio e la biblioteca, e alla famiglia Bobbio.
Distribuite tra Torino, Roma, Firenze e forse Bari, le manifestazioni di quello che si può definire davvero un anno bobbiano cominciano ufficialmente il 21 gennaio, attraverso un incontro pubblico alle cinque del pomeriggio nella sala del Consiglio comunale torinese, per proseguire fino all’autunno. L’appuntamento subalpino, in Sala Rossa, prevede gli interventi del sindaco Piero Fassino, del rettore dell’Università Gianmaria Ajani, di Pietro Polito (direttore del Centro Gobetti), del professor Luigi Bonanate (allievo di Bobbio) e di Ezio Mauro, direttore di Repubblica. Già dal 14 gennaio, però, Il Circolo dei Lettori di Torino darà vita a un gruppo di lettura, “Capire la Polis”, con cui si vuole riflettere sul significato odierno di politica alla luce degli scritti di Bobbio. E, per restare ai libri, sono annunciate le riedizioni di Elogio della mitezza, pubblicato da Il Saggiatore, e di Destra e sinistra, in uscita da Donzelli, così come, per i tipi di Passigli, saranno riproposti Maestri e compagni, Italia civile e La mia Italia. Ancora Donzelli, poi, sta per dare alla stampe Quel che resta di Marx, una raccolta di inediti di Bobbio su Karl Marx e sul marxismo curata da Cesare Pianciola e da Franco Sbarberi.
La complessità e la ricchezza del magistero del giurista e del filosofo della politica, che non si sottrasse mai dall’esprimere le sue opinioni sui temi più problematici dell’attualità, dalla “guerra giusta” ai diritti dell’uomo, dalla differenza radicale fra destra e sinistra ai temi della laicità, a quelli della vecchiaia, sono ben delineate dal programma messo a punto per il decennale della morte. È un calendario scandito da lezioni magistrali (se ne annuncia una di Remo Bodei su “Democrazia, vecchiaia, futuro”), da seminari, da dibattiti in collaborazione con istituzioni, case editrici e riviste come le Università, il Salone del Libro di Torino, l’Einaudi, Donzelli, Laterza, Passigli, Il Saggiatore, la Nuova Antologia, e da mostre fotografiche come quella del Consiglio Regionale del Piemonte, che, dal 7 aprile, racconterà i luoghi della sua vita.
Ma, soprattutto, a dare il titolo al complesso di appuntamenti e, in particolare, all’iniziativa di Torino del 21 gennaio, declinandone il senso generale, è “Riascoltiamo Bobbio”. Il tributo popolare e di massa resogli alla camera ardente, e le decine di messaggi di cordoglio, da parte di cittadini e cittadine, giunti al Centro Gobetti nel gennaio del 2004, fecero comprendere che il suo pensiero, i libri di esemplare chiarezza, i commenti incisivi su La Stampa, erano andati molto al di là degli ambiti accademici e degli addetti ai lavori. Forse per la prima volta la “gente”, gli italiani, piangevano la scomparsa di un filosofo che non si era chiuso, neppure da vecchio, nella proverbiale torre d’avorio.””

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