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“Un esecutore che si è gonfiato il curriculum”. Cosa ha scritto il NYT di Giuseppe Conte

Lega e M5s, che erano “nemici giurati” ma si sono alleati dopo le elezioni, hanno designato come premier “un professore di diritto chiamato Giuseppe Conte, largamente sconosciuto e cui il curriculum di ricercatore presso famose università era ignoto ad alcune di queste, tra le le quali la New York University, che non ha trovato sua traccia. Ciò che sembra qualificarlo principalmente è la sua volontà di eseguire il mandato dei leader dei due partiti”. Lo scrive il New York Times in un’editoriale.

Il Nyt segnala le preoccupazioni dei mercati e dell’Europa, e commenta: “Quanto danno possa fare la coalizione non è ancora chiaro. La politica italiana è intrinsecamente imprevedibile e instabile. Ed è probabile che resti tale a causa delle divergenze ideologiche tra la Lega, guidata da Matteo Salvini, deputato in felpa che ha trasformato un partito regionale del Nord in forza di estrema destra, e il Movimento 5 stelle, partito basato sul web e guidato da Luigi Di Maio, 31 anni, un universitario fuori corso di un piccolo paese vicino Napoli, diventato vicepresidente della Camera a 26 anni. Inoltre, la loro esigua maggioranza parlamentare non aiuterà”.

Tuttavia, secondo il Nyt, “il nuovo governo italiano non può essere liquidato come solo un’altra crisi politica nella lunga storia d’Italia. L’allineamento di un Paese chiave dell’Ue, la cui fedeltà al progetto europeo non è mai stata in dubbio, con i nuovi Paesi membri dell’Europa centrale ostili a Bruxelles è un duro colpo alla maggiore integrazione europea voluta da Macron e dalla Merkel”.

“Se l’Italia, la quarta economia dell’Ue, inizia a sfidare le regole dell’Unione e chiede di rinegoziare i termini della sua adesione, sarà più difficile tenere gli altri membri in riga”, afferma il New York Times. Ma “è troppo presto perché Bannon e i suoi alleati possano celebrare o i campioni dell’Unione si facciano prendere dal panico. Il fascino dei populisti potrebbe presto svanire se non troveranno soluzioni concrete al risentimento che li ha portati al potere. Il compito di Macron e Merkel e dei loro alleati è di mantenere la barra dei valori, la coerenza e le regole dell’Ue, ma anche di riconoscere e affrontare la rabbia che ha alimentato la ribellione”.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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