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Un terzo dei millennial Usa utilizza Venmo per comprare droga?

Sembrava un’app utile e allo stesso tempo divertente, pensata per risolvere il problema dei pagamenti tra privati tramite smartphone, come pagare una parte del conto al ristorante, versare un contributo per un regalo, acquistare un oggetto di seconda mano. Ma nessuno poteva immaginare che Venmo, l’app di PayPal, potesse essere usata per acquistare droga. Un sondaggio rivela che ad utilizzarla per questo scopo è un terzo dei millennials (i giovani nati tra i primi anni ’80 e i primi anni 2000). L’indagine, commissionata da LendEdu, si basa sull’intervista a 1.217 studenti universitari ai quali è stata fatta questa domanda: “Hai mai usato Venmo per acquistare marijuana, cocaina o altre droghe?”. Il 33% ha risposto sì.

 

La risposta di Venmo: “Prenderemo provvedimenti immediatamente”

In una dichiarazione rilasciata a Quartz , un rappresentante di Venmo ha detto: “Se è vero che la nostra app è usata per il gioco d’azzardo o per altre attività illegali, prenderemo i dovuti provvedimenti in tempi rapidi”. Un altro timore è che l’app di PayPal sia usata anche per le scommesse sportive illegali. Un’analisi fatta da Quartz ha evidenziato un picco di pagamenti durante i campionati di basket NCAA. E certo che nei prossimi giorni la società metterà in campo ogni verifica possibile per accertare i risultati dell’indagine e mettere in campo correttivi tecnici in grado di togliere questa fastidiosa etichetta alla app così nota ed diffusa.

Come è tracciato il traffico

Attraverso Venmo ogni giorno vengono fatte numerose operazioni, ma un sito chiamato Vicemo traccia il traffico pubblicitario e cerca di individuare chi acquista, attraverso l’app, droghe, bevande e prestazioni sessuali. Nel 2015 un uomo è stato arrestato perché spacciava droga agli studenti della Columbia University e accettava di essere pagato attraverso Venmo.

Che cosa è Venmo

Venmo quando è stato lanciato sul mercato digitale, nel 2009, da due compagni di college dell’università della Pennsylvania, Andrew Kortina e Iqram Magdon-Ismail, è stato accolto come una vera e propria rivoluzione nell’inesplorato territorio dei micro-pagamenti peer-to-peer mobile. Nel 2013 l’app è stata comprata dal gruppo PayPal. Venmo nell’ultimo anno è stato il tramite per i pagamenti di 17,6 miliardi di dollari, secondo il Money.ish.  Nel 2016 da uno studio che ha analizzato oltre 500.000 transazioni è risultato che l’app viene usata maggiormente per acquistare birra, pizza e per  il fantacalcio.

Come funziona

Una volta scaricata, l’app deve essere collegata ad un conto corrente e sincronizzata al profilo Facebook. Esattamente come una carta ricaricabile, Venmo può contare su un portafoglio digitale ‘agganciato’ al proprio conto, dove l’utente può depositare una cifra da utilizzare per i pagamenti. Ma non finisce qui, perché Venmo funziona anche come un social network. Ogni volta in cui si fa un pagamento per un amico, ad esempio, bisogna compilare uno spazio destinato alla ragione della transazione.

Per quanto sia possibile rendere privato il contenuto, la maggior parte degli utenti sceglie di condividerlo con il network delle due parti coinvolte. Ed è qui che le persone iniziano a essere creative: perché parte dell’esperienza di Venmo è il continuo scorrere dell’attività microeconomica dei propri amici, farcita di scherzi, commenti ed emoticon. Insomma, un modalità innovativa per gestire l’economia domestica nel 2014. L’applicazione è gratuita e gli utenti non pagano per commissioni se usano il portafoglio Venmo, il proprio conto corrente o una carta di debito, mentre versano il 3% per i pagamenti con carta di credito.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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