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Un venerdì nero qualsiasi, nella Metro B di Roma. Un racconto

Ore 8.20, Metropolitana B di Roma, Stazione Termini, venerdì di giugno, l’ennesimo venerdì nero per i trasporti della capitale. Tra dieci minuti il servizio verrà sospeso, lo sciopero durerà fino alle 12:30.

La gente si affretta a prendere gli ultimi convogli. C’è una insolita ressa sulla banchina, nulla di nuovo, film visto mille volte. I romani sono abituati a viaggiare in modalità carro bestiame nelle ore di punta.

Il treno per Laurentina arriva stracarico di pendolari; facciamo largo a chi scende, e poi saliamo noi. Il pensiero di tutti è di arrivare in ufficio in tempo, prima che tutto si fermi. La metro parte. Giunta alla fermata successiva, Cavour, si ferma. E non riparte più. Le luci del convoglio si spengono. I motori, pure. Ci ritroviamo in silenzio con le porte aperte (almeno quello?). “Non c’è elettricità, ci vuole pazienza”, dice una signora seduta con il giornale aperto.

#MetroB si guasta e gente pensa a attentato. In una sola immagine, sunto di mal governo grillino targato #Raggi.

— Emanuele Longobardi (@EmanLongobardi) 8 giugno 2018

Inizialmente nessuno si preoccupa; si aspetta. Dopo qualche minuto, qualcuno inizia a innervosirsi. Sospettiamo che lo sciopero sia iniziato in lieve anticipo – sono le 8:27 – e che l’Atac abbia deciso di abbandonarci al nostro destino; se sciopero deve essere, che sciopero sia.

La stazione è silenziosa, nessuna voce all’altoparlante annuncia la causa del treno fermo. Un capannello di più ansiosi si riunisce davanti al macchinista, chiuso nel suo abitacolo. L’unica informazione che riusciamo a estrapolare è che il treno è fermo per un “guasto elettrico”. “Che vi avevo detto, bisogna portare pazienza”, dice la signora sorniona, che inforca gli occhiali e continua a leggere il suo giornale. Restiamo fermi circa 10 minuti. Poi il treno, lentamente, si rianima. Borbotta, le luci si riaccendono. Il fischio delle porte che si chiudono. E si riparte.

Passeggeri sentono dei rumori nella #metroB di #Roma e lanciano l’allarme credendo sia una bomba. Si vede che non l’avevano presa mai.

— Matteo Capponi (@pirata_21) 8 giugno 2018

 

Giunti al Colosseo, restiamo fermi ancora qualche minuto. Gli altoparlanti gracchiano, la voce dell’annunciatrice arriva indistinta. Capiamo che il servizio è interrotto tra Castro Pretorio e Policlinico a causa di un guasto non meglio precisato. Il treno procede a singhiozzo, a tutte le fermate i tempi di attesa toccano i 5 minuti.

Cosa è successo

I vigili del fuoco più tardi spiegheranno che si è verificato un guasto alla linea alla stazione Policlinico. Negli stessi minuti, in un altro convoglio a pochi chilometri sottoterra, si sta scatenando l’inferno.

Alle 8:20 un treno che sta per arrivare a Policlinico si ferma all’improvviso in galleria. Si sentono una serie di piccole esplosioni. Scoppia il panico. Come scrive Repubblica, per venti minuti i passeggeri restano intrappolati all’interno dei vagoni bollenti, al buio. La gente urla, la paura è tanta. Immediate le richieste di soccorso. Tanta rabbia: i testimoni raccontano di persone che si sono sentite male e che sono state soccorse dal 118. Intervengono anche uomini del Nucleo biologico chimico radiologico, polizia, vigili urbani. I vigili del fuoco fanno scendere i passeggeri lungo i binari. In tutto vengono evacuate 1500 persone. I feriti sono tre: hanno avuto attacchi di panico.

La metro viene evacuata, gli autobus vanno a fuoco, le strade sono piene di buche.
Vabbè, comunque io al lavoro ce vado tranquillo.#metroB #atac #roma pic.twitter.com/25oUe6rSKs

— Ada Vede (@ada_vede) 8 giugno 2018

 

Spiegato il mistero del falso allarme bomba: un guasto alla linea elettrica aerea e che si è trinciato di netto un cavo: da qui il rumore che sembrava un’esplosione.

Un poliziotto spiega a Repubblica che “è stato brava il macchinista, poteva succedere un vero casino sotto”, un altro dice che “contusioni e botte non ce ne sono state, è stato il panico che ha creato problemi, non altro per fortuna”. Una ragazza seduta su una sedia a rotelle, respira a fatica, il suo ragazzo le tiene la mano: “non parliamone più”, dice, “ se no la paura ricomincia”.

#MetroB evacuata a Roma, i passeggeri camminano nelle gallerie sotterranee della Capitale #8giugno pic.twitter.com/bqbJRpMwYv

— Agenzia VISTA (@AgenziaVISTA) 8 giugno 2018

 

I disagi erano iniziati alle 7:40 del mattino, quando la frequenza della linea B già risultava rallentata e sbalzata. Chi era a bordo, ricostruisce Romatoday, sussurrava di disservizi a causa dello sciopero. Fino allo stop finale (ecco perché la metro era particolarmente affollata).

Conciati così ci sono i minatori e i passeggeri della Metro di Roma.

1600 persone bloccate sottoterra: il video dell’evacuazione nel tunnel della #metroB https://t.co/zvFSgW5ear

— Corrini (@corrini) 8 giugno 2018

 

La fermata Policlinico viene chiusa e le corse si fermano a Castro Petrorio, dove i passeggeri vengono fatti scendere. L’Atac mette a disposizione bus navetta, ma non è chiaro dove si trovino. I turisti vengono lasciati senza spiegazione. 

La linea B è stata completamente ripristinata poco dopo le 12. Roma, un venerdì qualsiasi, Metropolitana B.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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