TwitterFacebookGoogle+

Una chiesa gremita per l'addio a Pamela Mastropietro

La parrocchia di Ognissanti, nel cuore di Roma, piange Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa lo scorso febbraio a Macerata e ritrovata in un trolley. Un delitto per il quale la magistratura sta indagando un gruppo di immigrati.

Fu un episodio che scatenò violente polemiche nella prima fase della campagna elettorale allora in corso, divenute ancora più forti dopo che un attivista di destra, Luca Traini, aprì successivamente il fuoco su alcuni immigrati per le vie della città marchigiana. Oggi, tra i fiori nella chiesa di Ognissanti, c’era anche una sua corona.  

Presenti alla cerimonia anche esponenti della Lega, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, una delegazione di nigeriani e il sindaco di Roma Virginia Raggi.

Le parole del parroco

“Giovani, non lasciatevi rubare la speranza sul vostro futuro”. È il passaggio chiave dell’omelia tenuta da don Francesco, parroco della chiesa d’Ognissanti. Poi ha ha invitato tutti a non disperdere “La luce che diversi di noi hanno colto anche nel sorriso di Pamela”.

In chiesa anche l’ambasciatore nigeriano

Anche l’ambasciatore della Nigeria in Italia ha preso parte ai funerali di Pamela, deponendo fiori sulla bara bianca. Yusuf J. Hinnah era con una delegazione di cui faceva parte anche il presidente della comunità nigeriana in Italia, Prince Samuel Chima Ibezim.

“Preghiamo che questo atto barbarico non si ripeta” e “possa riposare in pace l’anima di Pamela”, scrive più tardi l’ambasciata nigeriana in Italia in una nota. L’ambasciata sottolinea di essere “molto addolorata” per quanto accaduto e prega perché Dio conforti la famiglia di Pamela e le dia la forza “per sopportare questa irreparabile perdita”.

Il pianto della madre

Parlando dal pulpito in un intervento struggente, tra i singhiozzi la mamma di Pamela ha detto alla fine della funzione: “quello che ti hanno fatto è disumano, è un dolore atroce, una lama che si confisca nel cuore e lo squarcia, un macigno nello stomaco…”. E poi: “Anche se non ci possiamo più abbracciare, tu ci sei, tu sei sempre vicina a me, vicino a noi. Sei in Paradiso e non è per tutti, non tutti se lo possono permettere…Ti ricorderemo per sempre”.

Ci sono stati anche interventi, molto brevi ma altrettanto intensi, di alcune amiche intime di Pamela, e anche loro hanno fatto fatica a parlare. E’ stata annunciata la costituzione di una associazione dal nome “Pamela” con la finalità di creare un rete di sostegno per giovani in difficoltà. Come è accaduto a Pamela di essere stata.

Lo zio: chi sa parli

“La comunità nigeriana collabori, chi sa parli. Bisogna fermare questa barbarie, ovunque sia” dice all’AGI Marco Verni, zio di Pamela, all’esterno della chiesa. Verni fa sapere di aver sollecitato questo anche all’ambasciatore nigeriano a Roma e al presidente della comunità nigeriana in Italia. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.