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UNA NOTIZIA SCONVOLGENTE: SOLIDARIETA' AL SINDACO VIRGINIO MEROLA

 
 da IlFatto Quotidiano.it
 

BOLOGNA – Con un’ordinanza ad hoc, ha ridato l’acqua a un condominio di via De Maria, a Bologna, occupato da una settantina di persone tra cui famiglie, bambini, adulti e stranieri, tutti difesi dal collettivo Social Log. E per questa decisione, replicata anche in un altro grande palazzo occupato – l’ex sede della Telecom di via Fioravanti – il sindaco Virginio Merola risulta indagato dalla procura di Bologna. L’ipotesi di reato è abuso d’ufficio.

La scelta del sindaco di riallacciare l’acqua fu presa a causa di “una situazione peculiare” e fu dettata “dall’urgenza e dalla necessità di tutelare interessi costituzionalmente garantiti dei soggetti vulnerabili, come i minori coinvolti” dice l’avvocato Vittorio Manes, che assiste il primo cittadino. La finalità del provvedimento ha ribadito il legale “era quella di proteggere diritti fondamentali”.

Il provvedimento adottato da Merola, all’epoca, è stato oggetto di varie polemiche politiche perché in contraddizione con una norma del cosiddetto “Piano casa” del Governo, e in particolare con l’articolo 5, che vieta l’allaccio delle utenze nelle abitazioni occupate. Una “legge infame” l’aveva definita l’assessore al Welfare del Comune, Amelia Frascaroli, difendendo l’atto (“Le occupazioni producono solidarietà”) e accendendo ancora di più il dibattito. Uno scontro che ha visto contrapposta la sinistra cittadina, favorevole alla decisione del sindaco, e i partiti di destra – da Forza Italia alla Lega Nord – che hanno chiesto a gran voce lo sgombero.

 
Marco Bersani
Attac Italia
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