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Una notte di paura sul traghetto: i mancati controlli dietro il rogo

Incendio nei garage del traghetto partito dalla Grecia per Ancona. C’è una vittima: è un greco. Si lavora ininterrottamente da ieri per salvare tutti i passeggeri: delle 478 persone a bordo salvi in 290. Arrivati a Bari 49 naufraghi. Ma c’è l’ombra dei mancati controlli dietro la tragedia.

Una notte di paura. Dopo oltre ventiquattr’ore in balia delle fiamme, del freddo e del maltempo ci sono ancora 213 passeggeri che aspettano di essere recuperati dal traghetto Norman Atlantic, andato a fuoco ieri al largo delle coste dell’Albania.

Le operazioni di soccorso, che hanno già portato in salvo 265 persone, non si sono mai fermate e sono coordinate dalla nave San Giorgio della Marina.

Delle 478 persone salpate a bordo del traghetto (422 passeggeri e 56 membri dell’equipaggio) quasi la metà sono greci, tra cui l’unica vittima al momento accertata: Georghios Doulis, un uomo morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è stato recuperato e trasferito con una motovedetta ieri sera a tarda ora a Brindisi dove sono stati portati anche i quattro feriti più gravi, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare della Capitaneria di porto. Con gli elicotteri sono stati trasferiti in Puglia anche diversi bambini e donne dove sono stati assistiti dai medici e portati in ospedali pugliesi perchè presentano sintomi di ipotermia ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Personale medico e sanitario è salito a bordo del Norman Atlantic ed elicotteri della Marina con capacità di visione notturna stanno operando nella zona. È arrivato nel porto di Bari la nave mercantile Spirit of Piraeus che trasporta 49 naufraghi della nave traghetto Norman Atlantic, recuperati subito dopo l’incendio di ieri a largo di Valona.

Il mercantile intorno alle 3 di questa notte era giunto a Brindisi, ma per via del mare grosso e delle difficoltà in porto si è deciso di dirottare l’imbarcazione verso Bari, dopo che un pilota del porto di Brindisi nel tentativo di salire a bordo per dirigere le operazioni di attracco ha riportato una frattura a un braccio e un secondo pilota, a causa delle onde, non è riuscito ad accedere al mercantile.

La Norman Atlantic era stata noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines per sostituire la nave Ellenic Spirit, attualmente in manutenzione: il contratto sarebbe scaduto a metà gennaio. Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo. Forse un corto circuito, forse un problema ad uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d’olio. Secondo alcuni camionisti il traghetto era sovraccarico e “la parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì”. E sarà sempre l’inchiesta a chiarire se vi siano state delle carenze alle porte tagliafuoco: un’ispezione effettuata dieci giorni fa dall’organizzazione internazionale “Paris Mou” aveva evidenziato un “malfunzionamento” proprio delle strutture che devono impedire alle fiamme di propagarsi.

Ma l’armatore della nave, Carlo Visentini, smentisce: “Il problema c’era ma è stato subito risolto. Il traghetto era pienamente funzionante”.

Fatto sta che l’incendio si è propagato molto velocemente raggiungendo i ponti superiori. Il traghetto è diventato immediatamente ingovernabile e il comandante ha dichiarato l’abbandono nave. Nonostante questo da bordo sono riusciti a calare una sola scialuppa, con cui sono state messe in salvo una quarantina di persone. L’equipaggio sarebbe anche riuscito a contenere il fuoco al ponte 5, ma le altissime temperature e soprattutto il fumo denso rischiano di trasformare il traghetto in una bara d’acciaio per centinaia di persone. “Siamo sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l’incendio si sta estendendo sempre di più, i pavimenti sono bollenti e non so se ce la faremo”, ha raccontato Yorgos Stiliaras, uno dei passeggeri greci a bordo. “Le scarpe si stanno fondendo e non possono portarci via – ha aggiunto un altro – il tempo è troppo brutto, c’è molto fumo e abbiamo molte difficoltà a respirare, non si vede nulla”.

A rendere ancora più difficili i soccorsi, coordinati dall’Italia, anche le condizioni meteo proibitive. Per tutta la mattina il mare forza 7-8 ha alzato onde di oltre cinque metri, rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento alla nave in fiamme. Secondo alcuni testimoni inoltre il traghetto sarebbe già inclinato e dunque sarebbe ancora più difficile riuscire a mettere in mare i mezzi di soccorso. Nel pomeriggio le condizioni sono leggermente migliorate ma il vento di 35-40 nodi e la visibilità scarsa ha costretto i soccorritori ad operare solo con gli elicotteri. L’arrivo del buio ha costretto ad un ulteriore rallentamento delle operazioni anche se nel tardo pomeriggio uno dei rimorchiatori partiti da Brindisi, dopo ore di tentativi, è finalmente riuscito ad agganciare il traghetto, ormai a 13 miglia delle coste di Valona. Ma i soccorritori sanno che è una corsa contro il tempo: le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio, che sono sui ponti scoperti della nave e sono allo stremo delle forze, peggiorano di ora in ora.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/notte-paura-sul-traghetto-i-mancati-controlli-dietro-rogo-1079173.html

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