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Una parola definitiva sull'esistenza o meno del mostro di Loch Ness

Ma “Nessie” esiste o no? Il leggendario mostro di Loch Ness, che secondo molti vivrebbe all’interno di un profondo lago in Scozia, torna alla ribalta grazie a uno scienziato neozelandese che vuole a rispondere a questa domanda. Neil Gemmell, professore dell’Università di Otago, non crede alla presenza della creatura ma è pronto a cambiare idea. Per scoprirlo guiderà un team internazionale nello studio dei piccoli frammenti di DNA che vengono dalla pelle, dalle piume, dalle scaglie e dall’urina degli animali marini che vivono in quelle acque.

Mappare la biodiversità del lago

Il progetto di Gemmell consiste nel recuperare 300 campioni di acqua da diversi punti del lago e da diverse profondità. In un secondo momento questi campioni verranno filtrati dal materiale organico per estrarne il DNA. Dopo averlo sequenziato, il DNA sarà quindi confrontato con un database di specie conosciute per capire se ci sono incongruenze e novità. I risultati si avranno dopo un anno di lavoro: “È davvero improbabile che un’anomalia del genere esista ma voglio escludere questa ipotesi. Quello che otterremo in cambio è un sondaggio davvero completo sulla biodiversità del lago di Loch Ness”. Il materiale acquisito durante la sperimentazione sarà inviato a laboratori in Australia, Danimarca, Francia e Nuova Zelanda.

Lasciare intatto il mistero

Gemmell ha anche sottolineato che non vuole affatto scoraggiare chi crede nell’esistenza del mostro e che ha già ricevuto delle obiezioni da parte di chi ha saputo del suo tentativo: “C’è chi mi ha scritto dicendo che Nessie può essere giunto nel lago più grande della Gran Bretagna da caverne sottomarine e che sia stata avvistata durante un periodo di vacanza”. C’è chi ha suggerito poi la natura extraterrestre del mostro, priva di DNA. Altre teorie, più razionali, credono che gli avvistamenti del “mostro” possano essere in realtà esemplari di grandi dimensioni di specie particolari. Grossi storioni o pesce gatti. O più semplicemente illusioni ottiche rese vive dall’aura leggendaria che circonda il luogo e i suoi misteri. Più di mille persone, nel corso dei secoli, hanno affermato di aver visto Nessie alimentando un turismo che ha portato benessere e ricchezza.

Il vicino villaggio di Drumnadrochit, ad esempio, ospita due mostre permanenti e attira curiosi da tutto il mondo. Secondo Gemmell questi fenomeni sono una parte affascinante della nostra vita ma, allo stesso tempo, possono essere usati per motivi più importanti. La componente biologica del lago, infatti, potrà raccontare storie diverse e interessanti, anche partendo da quella che è, almeno fino a prova contraria, solo una leggenda.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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