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Una “valanga” di DNA antico chiarisce il popolamento dell’Europa

Il più grande studio sul DNA antico finora realizzato, condotto su 625 genomi, getta nuova luce sulla storia del popolamento dell’Europa e testimonia gli enormi progressi di questa branca della genetica, che in appena otto anni è passata da un solo genoma sequenziato a un totale di oltre 1300(red)

Due grandi migrazioni attraverso l’Europa e un significativo rimescolamento fra le popolazioni autoctone di cacciatori-raccoglitori e i primi gruppi di agricoltori giunti sul continente sono state confermate da due studi archeologia genetica appena pubblicati su “Nature”.

Questi studi sono la più chiara espressione degli enormi passi in avanti fatti negli ultimissimi anni nel campo dell’analisi del DNA antico. In appena otto anni, infatti, si è passati da un unico genoma antico sequenziato a oltre 1300, 625 dei quali proprio in occasione degli studi ora pubblicati, che hanno visto impegnati più di cento archeologi e genetisti cooordinati da David Reich, della Harvard Medical School.

Uno dei due studi ha dimostrato che circa 5300 anni fa le culture di cacciatori-raccoglitori che vivevano in Europa furono sostituite in molti luoghi da pastori nomadi, soprannominati Yamnaya, arrivati dalle steppe dell’Asia centrale, a nord del Mar Nero e del Caspio, e che riuscirono a espandersi rapidamente sfruttando i cavalli e la nuova invenzione del carrello.

Era noto da tempo che alcune delle tecnologie utilizzate dai Yamnaya si erano poi diffuse in Europa, ma l’analisi del DNA antico ha dimostrato che che non fu solo un contagio culturale, ma il frutto di una vera migrazione.

Il secondo articolo traccia invece la storia genomica dell’Europa sud-orientale rivelando un’ulteriore migrazione, avvenuta in due fasi. “L’evidenza archeologica mostra che quando i contadini si sono diffusi per la prima volta nell’ Europa settentrionale, si sono fermati a una latitudine dove i loro raccolti non crescevano bene”, ha detto Reich. “Di conseguenza, la separazione tra agricoltori e cacciatori-raccoglitori resistette per circa duemila anni”.

Durante questo lungo periodo, per qualche dinamica sociale o di potere le donne dei cacciatori-raccoglitori iniziarono a essere integrate nelle comunità degli agricoltori. In seguito, la tendenza si invertì e le donne contadine tendevano ad essere integrate in comunità di cacciatori-raccoglitori.

Complessivamente, questi studi confermano sempre più l’opinione dei paleoantropologi che fin dalla più remota antichità le popolazioni umane si muovono e si mescolano in continuazione.

http://www.lescienze.it/news/2018/02/22/news/antico_dna_europa_migrazioni_steppe-3874479/

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