TwitterFacebookGoogle+

Un'altra città cinese vara la politica del… 'cane unico'

Dopo 30 anni di contestata e controversa  ‘Politica del figlio unico, la Cina introduce quella del…cane unico. Il governo della municipalità di Qingdao, città costiera da quasi 9 milioni di abitanti e nota per la birra Tsingtao, ha vietato alle famiglie di possedere più di un cane. Il motivo? “Sono sempre di più le persone che scelgono di adottare cani, disturbando gli altri cittadini e, in alcuni casi, esponendo loro ad attacchi e ferite”, ha spiegato ai media locali un funzionario della municipalità. Secondo quanto riportato dal Beijing News, il proprietario dovrà registrare l’amico a 4 zampe e pagare una tassa di 60 euro circa. Coloro che saranno sorpresi con più di un cane in casa saranno tenuti a pagare una multa di 2000 yuan (circa 260 euro) e, in caso di recidività, rischieranno la confisca dell’animale. Sono previste anche sanzioni per chi abbandona o maltratta il cane. Parallelamente, la città ha anche stilato una lista delle “40 feroci razze canine proibite”, che comprende anche il Mastino tibetano e il Pastore tedesco. 

E’ bufera sul Web

La decisione ha provocato una vera e propria bufera sul Web. “Se avessi un cane di una delle razze proibite cosa dovrei fare, ucciderlo? Secondo questa legge non avrei scelta”, scrive furioso un utente su Weibo, il Twitter cinese. “In passato abbiamo avuto la politica del figlio unico, ora abbiamo quella del cane unico, quanti innocenti moriranno di nuovo?“, scrive un altro utente. Il riferimento è alla normativa sulla Pianificazione familiare che per 30 anni, dal 1979, ha imposto ai cinesi – con alcune eccezioni – di avere massimo un figlio a coppia e solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione per procreare. Pena, multe salatissime o interruzioni di gravidanza. L’applicazione della legge, inoltre, ha prodotto alcune storture, primo fra tutti il fenomeno degli aborti selettivi, proibiti dalla normativa, ma frequenti tra la popolazione che ha ancora una forte predilezione verso il figlio maschio. Il risultato è uno squilibrio tra i sessi che si traduce in quasi 50 milioni di maschi in più rispetto alle donne. 

Qingdao non è la prima città. I precedenti

Qingdao non è la prima ad aver introdotto una ‘pianificazione’ di Fido. La restrizione a un cane per famiglia è in vigore già dal 2009 nella città di Chengdu, nella provincia del Sichuan. Mentre nel 2011, il governo di Jinan, nella provincia dello Shangdong, ha provato a vietare del tutto il cane come animale da compagnia, salvo tornare indietro qualche giorno dopo a causa delle proteste degli abitanti. 

Nel Paese un boom di cani al guinzaglio

Da qualche anno in Cina, è sempre più frequente vedere persone con cani al guinzaglio. E non è solo un’impressione: i dati registrano il +10% annuo. Nel 2015 nel Paese si contavano 100 milioni di animali domestici, il 62% rappresentato dai cani e il 19% dai gatti. Numeri importanti se si considera che nel Paese i cani sono considerati più per il loro supporto nell’attività di caccia e come fonte di cibo che come animale da compagnia. L’amore per gli amici a quattro zampe è più diffuso tra gli under 45 della nuova classe media. Ma in molti casi, la scelta di adottare un cane è anche una questione di status symbol. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.