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Undici casi in meno di due mesi: è sempre più “caccia allo straniero”

“Questo episodio è la prova che la situazione non sta peggiorando lentamente, ma è già veramente al limite”. Il commento di Daisy Osakue, atleta azzurra di origini nigeriane oggetto di lancio di uova a Moncalieri, giunge al termine di due mesi di follia o, per dirla con Mattarella, di “far west” dove la caccia allo straniero è diventata un’emergenza quasi all’ordine del giorno.

Quello di Daisy è l’ultimo caso di una lunga striscia di violenza e razzismo che quest’anno si è evoluta dal primo caso, quello di Macerata dello scorso 3 febbraio (quando Luca Traini ha ferito sei stranieri per ‘vendicarè Pamela Matropietro) e che conta ben 11 episodi nelle ultime sette settimane.

Eccoli, a partire da quello dell’atleta azzurra andando indietro fino al primo dell’11 giugno a Caserta.

30 luglio a Torino poco dopo la mezzanotte di domenica Daisy Osakue, 23enne italo-nigeriana di colore, primatista italiana under 23 di lancio del disco, a Moncalieri viene colpita dalle uova lanciate da un’auto. Ferita all’occhio da un frammento di guscio.

29 luglio ad Aprilia in provincia di Latina un 43enne marocchino è morto dopo un inseguimento da parte di un gruppo di persone che riteneva fosse un ladro. La sua auto è finita contro un muro e l’uomo è stato pestato. Da capire se sia morto dopo l’aggressione o a seguito dell’impatto col muro. Denunciati due uomini di 40 anni, del posto, per i quali si ipotizza l’omicidio preterintenzionale.

26 luglio a San Cipriano d’Aversa in provincia di Caserta due ragazzi in scooter sparano con una pistola ad aria compressa contro un 22enne della Guinea, ospite in un centro di accoglienza, racconta di essere stato colpito al volto con la pistola ad aria compressa. Per lui solo escoriazioni.

26 luglio a Cassola in provincia di Vicenza un operaio di origine capoverdiana viene ferito da un colpo di arma da fuoco esploso dalla terrazza di un appartamento. L’uomo stava lavorando su un ponteggio a circa 7 metri di altezza quando viene ferito alla schiena da un pallino di piombo. A sparargli un vicino di origine argentina che si giustifica coi militari dicendo di aver sbagliato mira: voleva colpire un piccione.

17 luglio a Roma una bimba di etnia rom di 14 mesi viene raggiunta da un colpo di pistola ad aria compressa potenziata, mentre era con la madre in viale Togliatti, nella periferia est della Capitale. Il responsabile è Marco Arezio, 59enne ex dipendente del Senato in pensione. “Stavo provando la nuova arma, non mi sono accorto di aver colpito la bimba”, dichiara.

11 luglio a Latina Scalo dei ragazzi sparano da un’auto in corsa con una pistola ad aria compressa contro due richiedenti asilo nigeriani che aspettavano l’autobus. I proiettili di gomma colpiscono i ragazzi alle gambe causandogli dei piccoli ematomi.

6 luglio a Forlì un ivoriano di 33 anni in bicicletta viene ferito all’addome e a un braccio da alcuni colpi sparati da un’auto in corsa con un’arma ad aria compressa.

3 luglio, ancora a Forlì, due ragazzi in motorino affiancano in piena notte una donna nigeriana e le sparano a un piede con una pistola ad aria compressa. La donna per paura non denuncia l’aggressione.

22 giugno a Napoli un cuoco originario del Mali, il 21enne Konate Bouyagui, che ha avuto un momento di notorietà per aver partecipato quest’anno a una puntata di ‘Masterchef Italia’ viene colpito all’addome da un proiettile di fucile a piombini sparato da un’auto in corsa. –

11 giugno a Caserta due giovani maliani titolari di protezione internazionale vengono avvicinati da un’auto nera con a bordo tre giovani che, al grido di “Salvini, Salvini!”, gli sparano due colpi con una pistola ad aria compressa. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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