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Ungheria, migranti in fuga a piedi verso Austria e Germania

(AGI) – Roma, 4 set. – I migranti tentano la fuga dall’Ungheria diretti in Austria e Germania. A centinaia, infatti, si sono messi in movimento partendo dalla stazione ferroviaria della capitale, che ha visto solo treni fermi per ordine del premier nazionalista. A Bicske, a ovest della capitale ungherese, altri 300 sono fuggiti dalla stazione e 64 dal campo di accoglienza dit. In 300 si sono allontanati pure da un campo di accoglienza a Roeszke, con la polizia che ha chiuso temporaneamente il vicino confine con la Serbia ma secondo i media di Belgrado dopo alcune ore sono stati riacciuffati. Il governo magiaro di Vikor Orban, che ha definito i migranti “una minaccia per l’Europa”, ha approvato lo stato d’emergenza per questa crisi e ha fatto approvare nuove misure restrittive con l’aiuto dell’estrma destra di Jobbik che non e’ riuscita a far passare l’ok all’invio di truppe ai confini. Intanto Repubblica Ceca e Slovacchia hanno ribadito il no alle quote obbligatorie ma hanno aperto alla creazione di un corridoio ferroviario sul loro territorio per far arrivare i migranti in Germania, se Berlino e Budapest sono d’accordo. Angela Merkel e Francois Hollande hanno chiesto all’Ue che “al massimo entro la fine dell’anno” vengano costituiti in Italia i centri di smistamento (i cosiddetti ‘hotspot’) di migranti. “Devono essere messi in piedi il piu’ presto possibile”, scrivono il cancelliere tedesco e il presidente francese in una lettera inviata ai vertici Ue. L’Onu chiede all’Ue una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un “programma di dislocamento di massa” e’ stato l’Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un “titolo valido per la protezione”. Si tratta di una crisi che allarma anche il Pentagono che prevede che durera’ vent’anni. E di fronte ai numeri da esodo biblico anche il premier britannico, David Cameron, ha ceduto, annunciando che il suo Paese fornira’ una sistemazione “ad altre migliaia di profughi” dalla Siria e offrira’ 130 milioni di euro di nuovi aiuti per far fronte alla crisi umanitaria nel Paese mediorientale. In acqua e sulla terraferma, il dramma continua. Almeno 30 migranti sono annegati al largo della Libia; circa 200 sono stati dispersi dai gas lacrimogeni della polizia nell’isola di Lesbo mentre prendevano d’assalto un traghetto che li portasse verso la speranza. A Kobane, piccolo villaggio della Siria destinato a entrare nei manuali di storia contemporanea, e’ regnato per qualche ora il silenzio: il piccolo Aylan -morto sulla spiaggia di Bodrum e ritratto in una foto che ha scosso capi di Stato e di governo- il fratello di cinque anni e la madre sono stati seppelliti nella citta’ al confine con la Turchia dove il padre li ha riportati. Aylan e il fratellino erano tra i 106.000 bambini che, secondo l’Unicef, hanno chiesto asilo in Europa nel 2015. (AGI)

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