TwitterFacebookGoogle+

Unioni civili, dietrofront Pd. Il ddl Cirinna’ va nel cassetto

Articolo di Wanda Marra (Fatto 30.9.15) “Renzi aveva promesso: legge entro l’anno. Ma non ce la farà.”

“”La legge Cirinnà sulle unioni civili non è ancora morta, ma è decisamente moribonda; il governo andrà in aula senza relatore e potrebbe scegliere un altro testo base tra quelli proposti. Ma comunque vada il testo in discussione sarà riscritto.“Magna tranquillo”,twittava allegramente Nomfup (alias il portavoce di Renzi, Filippo Sensi) nel backstage dell’assemblea del Pd di Milano lo scorso 18 luglio, mentre immortalava Ivan Scalfarotto che si nutriva di fragole, insieme al premier. Immagine celebrativa dell’interruzione del digiuno da parte del sottosegretario, dopo la promessa del presidente del Consiglio che le unioni civili sarebbero state legge entro l’anno.

Qualche mese dopo quel tweet ricorda pericolosamente l’hashtag “Enricostaisereno” lanciato da Matteo poco prima della staffetta a Palazzo Chigi. Quella promessa il premier non se l’è ufficialmente rimangiata, ma non sembra neanche troppo ansioso di mantenerla. Prima di tutto c’è una questione di tempi: il testo potrebbe essere incardinato dopo l’approvazione della riforma del Senato (quindi il 13 ottobre), ma subito dopo inizia l’esame della legge di stabilità. In teoria, si potrebbe approvare anche prima di Natale, ma probabilmente si andrà a gennaio 2016. Anche la Cei aveva chiesto che non se ne parlasse a ottobre: è il mese del Sinodo, e il Vaticano non voleva trovarsi in difficoltà con la destra curiale. Da notare, però, che i vescovi la legge la vogliono:teme che se non si faranno le unioni civili,si arriverà direttamente al matrimonio e alle adozioni gay. Ed è proprio su questi due punti che la Cirinnà è già rimessa in discussione. In commissione Giustizia ci sono 1000 emendamenti. È ormai chiaro che si andrà in aula senza relatore. E dunque si adotterà un testo base tra i tanti depositati. Potrebbe essere quello della Cirinnà, ma anche un altro. Perché poi in realtà è già ricominciata praticamente la riscrittura di quella legge. Ci stanno lavorando i membri del Pd delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. L’obiettivo dichiarato era quello di concordare le modifiche, in maniera di fare rapidamente il secondo passaggio alla Camera. Ma l’area cattolica del Pd su queste tematiche è molto agguerrita e anche piuttosto nutrita. Ammesso che rimanga il testo base Cirinnà, si tratta di togliere dal ddl tutti i riferimenti per le unioni civili agli articoli del codice sul matrimonio. A partire da quelli che fanno riferimento alle funzioni dei genitori all’interno di queste unioni. Perché il punto è proprio chiarire con questo testo che si tratta di due istituti molto diversi. Tra i deputati più impegnati in questo lavoro c’è Alfredo Bazoli. Renziano della prima ora, cattolico, ci tiene a dire che è in gioco una questione antropologica. Che diventa particolarmente delicata quando si parla di adozioni. Il ddl Cirinnà contiene la cosiddetta stepchild adoption, ossia la possibilità di adottare il figlio del partner con cui si convive. Per i cattolici dem è un baco che permetterebbe di arrivare alle adozioni gay. ECCO BAZOLI : “Siamo tutti d’accordo che sull’importanza della continuità affettiva di un figlio che cresce all’interno dell’unioni civili, ma bisogna evitare che attraverso questo si arrivi al meccanismo delle adozioni.””

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.