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Unioni civili, scontro tra governo e vescovi

Renzi: «Legge entro l’anno». La Cei: attenzione paradossale, altre le urgenze.
La Cei ha ultimamente abbracciato la dottrina del male minore: pur non sostenendo le unioni civili, ha dato un via libera informale, con l’obiettivo di evitare la deriva considerata più pericolosa: nozze gay e adozioni.

18/07/2015 –
Sulle unioni civili si accende lo scontro tra governo e vescovi. Matteo Renzi rilancia e, dopo lo stop per i maldipancia dei centristi di Alfano, fissa una nuova scadenza: «Chiuderemo entro l’anno la legge perché la questione dei diritti civili deve essere risolta una volta per tutte». L’annuncio convince il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto a interrompere lo sciopero della fame che stava portando avanti in segno di protesta per la mancata approvazione della legge in materia. «Mi fido di Matteo Renzi, sospendo il mio digiuno», twitta Scalfarotto.

Il premier, nel suo intervento stamani all’assemblea del Pd, ha preso impegni precisi. «La discussione – ha detto – può essere fatta insieme al gruppo della Camera in modo che a Montecitorio la lettura sia confermativa e si possa definitivamente approvare entro l’anno la legge sulle unioni civili». Una tempistica rassicurante per chi da tempo attende il varo di norme in materia, considerando che, in attesa della relazione tecnica del governo sulla copertura economica, il testo del provvedimento (con 1.500 emendamenti) è ancora sul tavolo della commissione Giustizia di Palazzo Madama (il prossimo esame del ddl è in calendario per martedì prossimo, 21 luglio).

Le parole del presidente del consiglio una immediata conseguenza l’hanno già prodotta. «Il cronoprogramma annunciato, con la definitiva approvazione della legge sulla unioni civili entro la fine del 2015, e la determinazione con cui il premier ha confermato l’appoggio, mai venuto meno, al progetto di legge sulle unioni civili mi hanno fatto decidere di interrompere il mio digiuno» ha annunciato il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, che aveva smesso di nutrirsi da venti giorni. Soddisfatto anche, «dopo mesi di incertezze e differenti interpretazioni», il presidente nazionale di Equality Italia, Aurelio Mancuso: «Attenderemo alla prova dei fatti il presidente del Consiglio, che ha anche assicurato che il provvedimento manterrà tutti i punti qualificanti dei quali milioni di cittadini hanno bisogno per poter vivere in serenità e sicurezza».

Il percorso del ddl non sarà comunque senza ostacoli. Renzi «deve dire chiaro agli italiani cosa pensa delle adozioni per le coppie omosessuali» chiede il senatore di Fi Lucio Malan, aggiungendo che «nonostante gli spudorati tentativi per negarlo, le adozioni nel testo Cirinnà ci sono eccome». «Noi siamo per il riconoscimento delle unioni senza oneri per lo Stato e senza equipararle al matrimonio» ribadisce il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta secondo il quale Renzi non ha una maggioranza «perché i suoi alleati e il Ncd non sono d’accordo» e «sta bluffando come chi è disperato». Voce critica pure dalla Cei. «Rispetto alle urgenze che si impongono è paradossale questa attenzione. Peccato non poterne riscontrare altrettanta in effettive misure di sostegno alla famiglia» stigmatizza il segretario generale della conferenza episcopale, monsignor Nunzio Galantino.

Ma nonostante l’intervento di oggi, nei giorni scorsi è emersa una novità storica nell’approccio della Chiesa alle questioni eticamente sensibili. Come raccontato da La Stampa , la Cei – e con lei papa Francesco – non hanno sposato le unioni civili e mai le sposeranno, ma hanno silenziosamente abbracciato la dottrina del «male minore», optando per un sostegno prudente, senza declamazioni ma davvero senza precedenti a una soluzione capace di creare un argine rispetto alla deriva considerata più pericolosa: matrimoni gay e adozioni fuori dalla coppia.

http://www.lastampa.it/2015/07/18/italia/politica/unioni-civili-scontro-governovescovi-x6Mjwmn8GUv9aG2tiNrLCI/pagina.html

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