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Unioni civili, tutela dei sindaci obiettori

marco tosatti –
01/07/2016 –

Due organizzazioni di impronta cattolica, la Onlus ProVita e l’associazione dei Giuristi per la Vita, hanno deciso di offrire un “pieno sostegno anche a livello giuridico” ai sindaci che hanno chiesto – invano – al Parlamento di prevedere l’obiezione di coscienza nella legge sulle unioni fra persone dello stesso sesso.

Il sostegno, spiega un comunicato, vale “per qualsiasi problematica di tipo legale che possa insorgere” dal porre in essere gesti o attività come il rifiutarsi di costituire o registrare un’unione civile, la delega a terzi dei relativi compiti, oppure l’obiezione di coscienza integrale da parte dell’amministrazione locale.

ProVita riporta una dichiarazione di Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale ricorda: “La sentenza n. 467 del 1991 della Consulta afferma una tutela della coscienza individuale quando sono in gioco valori morali importanti. La legge Cirinnà ha un carattere sostanziale per la nostra società. Pertanto ritengo che l’obiezione di coscienza possa essere esercitata da un pubblico ufficiale quando a questi sia richiesto di celebrare unioni civili tra due persone dello stesso sesso”.

Toni Brandi, presidente di ProVita, dichiara: “Il rifiuto di ‘celebrare’ unioni civili non si basa su opinioni personali contrarie alla legge, ma sull’esigenza avvertita dalla coscienza di rispondere a una legge superiore: la legge naturale. Perciò siamo pronti a portare queste istanze davanti alla Corte Costituzionale”. Fra l’altro, il Pontefice ha più volte ribadito il diritto all’esercizio dell’obiezione di coscienza da parte dei dipendenti pubblici.

http://www.lastampa.it/2016/07/01/blogs/san-pietro-e-dintorni/unioni-civili-tutela-dei-sindaci-obiettori-r7E8pfvQiFjkL67pCKwFfO/pagina.html

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