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Unioni gay e divorziati, bufera sulla “linea Bergoglio”: metà sinodo in disaccordo

Sinododi Franca Giansoldati – –>

CITTA’ DEL VATICANO – Il primo ad aprire il fuoco è stato l’arcivescovo Stanisław Gadecki, presidente della conferenza episcopale polacca; alla Radio Vaticana ha fatto capire che il documento sinodale di sintesi, presentato due giorni fa dal cardinale Erdo, e contenente rivoluzionarie aperture verso le coppie gay e divorziati risposati, è da ritoccare. Troppo sovversivo.

«Il nostro scopo pastorale principale è sostenere la famiglia, non colpirla esponendo le situazioni difficili».

La «relatio post disceptationem», e cioè la sintesi della prima settimana dei lavori del Sinodo dei vescovi ha acceso una autentica miccia. Quel testo, infatti, non è condiviso da tutti e i malumori hanno cominciato a serpeggiare da stamattina, nel corso del dibattito dei circoli minori, i gruppi di studio organizzati secondo le diverse lingue, inglese, francese, spagnolo, italiano, polacco, portoghese.

Mentre padre Lombardi precisava che “in seguito alle reazioni e alle discussioni” seguite alla pubblicazione della “Relatio post disceptationem” e al fatto che “la sua natura non è stata spesso correttamente compresa si è ora è proposto di discuterlo dentro ai circoli, come prevedono i regolamenti”.

Con questa dichiarazione il direttore della sala stampa di fatto ha confermato i richiami che circolavano già da ieri sera. Il testo sovversivo va corretto, aggiustato, calibrato meglio perché non corrisponde agli orientamenti conservatori di gran parte dei padri sinodali, che a occhio e croce, corrispondono alla metà dei voti.

Il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban, Sudafrica, si sono mostrati molto critici. “Quel testo così come è non lo voterei. Va modificato in alcune parti, formulato meglio”.

La frenata era prevedibile, e nell’aria da tempo. “Sono aspettative eccessive solo se si pensa di risolvere problemi come l’unione gay e la comunione ai divorziati risposati. Non e’ che io adesso mi metto a cambiare tutto” ha aggiunto cardinale Fernado Filoni. “Bisogna dare attenzione e capire come pastoralmente dobbiamo andare incontro anche a chi e’ in difficolta’”. Insomma, sì a qualche apertura, ma non troppo. Intanto la rivolta interna monta e dal punto di vista mediatico il Vaticano non sa più come arginare la fuoriuscita di voci turbate, contrastanti, irritate. Il cardinale americano Burke, ultraconservatore, è stato tra tutti il più esplicito. “Non si può andare avanti in questo modo. Ci saranno molti problemi”. Nessuno vuole parlare di scisma all’orizzonte ma è chiaro che l’accelerazione sui gay non può passare. Ora si vedrà cosa accadrà nei circoli minori dove si stanno già preparando gli emendamenti al testo. Chissà se la Segreteria del Sinodo li accoglierà e li inserirà per bilanciare l’impianto iniziale. Poi si andrà al voto.

 
 
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