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Uomini, mezzi uomini e altro nel Pd

Di Piergiorgio Odifreddi –

Dopo quelle che Renzi (e per una volta sono d’accordo con lui) chiama giustamente “sceneggiate che hanno stancato anche i loro elettori”, i senatori del Pd hanno finalmente gettato la maschera. Grandi ciance e grandi barriti in direzione, ma alla fine tutti uniti a dare fiducia alla “nuova signora Thatcher”.

Cosa perfettamente legittima, anche se non necessariamente morale, da parte di coloro che credono oggi, come hanno creduto ieri,

nei miracoli liberisti della Lady di Ferro: fasulli, ovviamente, come tutti i miracoli. Ma cosa illegittima, e anche immorale, da parte di chi invece è stato votato in un Pd che aveva una precisa fisionomia e un preciso programma, e che ora ha stravolto sia l’una che l’altro, diventando una “ditta”: di destra, ovviamente, perché a sinistra ci possono essere solo partiti.

Un uomo solo ha avuto il coraggio di esaminare la propria coscienza, di leggervi un’incongruenza tra i propri ideali di sinistra e la fiducia al nuovo uomo forte della destra, e di rassegnare le proprie dimissioni. Quest’uomo si chiama Walter Tocci, e perora ha risposto picche ai tentativi di Renzi di riportare immediatamente la cosa nell’ambito a lui più consono della “sceneggiata”: cioè, “fare di tutto perché Tocci continui a fare il senatore”.

Tre mezzi uomini non hanno partecipato al voto di fiducia, ma anche questo ignavo segno di dissenso è stato accolto con minacce di provvedimenti interni da parte di Lorenzo Guirini, ex-democristiano che è ora portavoce del nuovo Partito Democristiano.

Tutti gli altri evidentemente ricadono nelle rimanenti tre categorie elencate da Sciascia nel romanzo Il giorno della civetta. E cioè, “gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà”. Il dibattito politico del futuro dovrà dare “a ciascuno il suo”, per rimanere a Sciascia: cioè, discernere chi appartiene alla prima categoria, chi alla seconda e chi alla terza. La discussione sull’appassionante tema è aperta, anche perché sul Pd ormai non rimane null’altro di serio da discutere.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/10/10/uomini-mezzi-uomini-e-altro-nel-pd/

 

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