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Usa 2016: Bill, scampato all'impeachment, difende Hillary

(AGI) – Washington, 27 set. – Di sicuro avra’ avuto le migliori intenzioni, difendere la moglie dall’accusa della stampa e dei rivali di aver mentito sul cosiddetto Emailgate, ma Bill Clinton, sopravvissuto miracolosamente (45 si’ e 55 no) nel 1998 all’impeachment di fronte al Congresso per aver mentito sui suoi rapporti con la stagista Monica Lewinsky, forse non e’ stata la scelta migliore. Eppure l’ex presidente ha ironizzato – come aveva fatto all’inizio della vicenda l’ex segretario di Stato, salvo poi scusarsi e ammettere di aver sbagliato – sul fatto che nei 4 anni alla guida della diplomazia americana (2009-2013) la moglie abbia usato un server di posta privato (clintonemail.com) e non uno governativo per tutta la sua corrispondenza, ufficiale e privata. “Non ho mai visto cosi’ tanto tempo sprecato su qualcosa di cosi’ scarsa rilevanza”, ha detto Bill Clinton in un’intervista alla Cnn, che sara’ trasmessa oggi. Il tutto mentre cenerdi’, e’ emerso che Clinton ha mentito – o si e’ confusa – quando aveva annunciato, riluttante, di aver consegnati tutta la sua corrispondenza ufficiale (oltre 30.000 mailo’) al dipartimento di Stato affinche’ la rendesse pubblica. A smentirla il Pentagono che ha trovato e consegnato a Foggy Bottom una decina di mail tra Clinton e il generale David Petraeus, caduto in disgrazia da direttore della Cia per aver fatto troppe confidenze ad una donna con cui aveva una relazione, quando questi era a capo delle operazioni (Centcom) in Iraq e Afghanistan a inizio 2009. E’ solo il giorno prima l’Fbi aveva annunciato di aver recuperato le 33.000 mail private che – forse un’altra svista – Clinton aveva esplicitamente affermato di aver cancellato. Lo scandalo, minimizzato da Bill, sta affossando la candidature di Hillary alle primarie democratiche alla Casa Bianca. Passata da regina assoluta ed incontrastata (un poco come nel 2008 contro l’allora semi-sconosciuto senatore dell’Illinois, Barack Obama) a candidata di’ ancotra favorita ma sempre meno: gli ultimi sondaggi la danno staccata dal senatore ‘socialista’ Bernie Sanders in Iowa e New Hanpshire, i primi due stati dove si terranno le primarie a febbraio del 2016, mentre a livello nazionale, l’hanno vista crollare di 10 punti a livello nazionale dal 47 al 37%, con Sanders indietro appena di 10 punti. Anche l’amletico vicepresidente Joe Biden raccoglie il 20% delle intenzioni di voto e addirittura senza essersi nemmeno candidato. (AGI) .
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