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Usa 2016: Trump, Romney "ovviamente vuole tornare in campo"

Houston – Mitt Romney “è stato un candidato fallimentare. Ovviamente ora vuole essere rilevante: vuole tornare in campo”. Cosi’ Donald Trump, durante il dibattito repubblicano di Detroit, ha spiegato l’attacco frontale dell’ex candidato alla presidenza che gli dato del “falso e del cialtrone”. Nel 2012 Romney “avrebbe dovuto battere facilmente il presidente Barack Obama e ha fallito miseramente. Ha rappresentato un imbarazzo per tutti, compreso il partito repubblicano”, ha rincarato Trump dopo il discorso di fuoco dell’ex governatore del Massachusetts, anticipato con tanto di stralci e declamato non su un palco qualunque bensi’ durante un meeting della Republican National Committee. Sebbene Romney abbia dichiarato di non voler annunciare la sua candidatura, sembra sia proprio lui la carta che il Grand Old Party intende giocare per fermare la marcia del magnate newyorchese verso la nomination.

Durante l’undicesimo dibattito delle primarie Gop, i senatori Marco Rubio e Ted Cruz hanno tentato di nuovo l’attacco incrociato contro Trump, mettendo in discussione le sue capacita’ imprenditoriali, evidenziando i suoi legami con il parito democratico e in particolare i finanziamenti a Hillary Clinton nel 2008, criticando le sue posizioni sull’immigrazione e sottolineando gli insulti che stanno caratterizzando la sua campagna elettorale. Il livello del confronto non e’ stato particolarmente alto. Trump ha ricordato come Rubio lo abbia criticato per le sua mani piccole. “E se l’idea e’ che, essendo piccole, via sia altro di piccolo, vi garantisco che non c’e’ alcun problema”, ha dichiarato il miliardario Usa difendendo la sua virilita’. Il tycoon newyorchese si e’ poi “scusato” per aver definito Rubio “un peso piuma” ma lo ha chiamato “piccolo Marco” per tutta la serata. John Kasich, che come nei precedenti dibattitti non ha partecipato all’attacco contro Trump, e’ riuscito a farsi notare un po’ piu’ del solito, sottolineando come il vento degli stati del Nord giochi in suo favore, con le prossime primarie in Michigan e nel suo Ohio. Solo alla fine e’ prevalso il fair play: tutti i candidati sul palco si sono detti disposti a sostenere Donald Trump alla presidenziali se dovesse vincere la nomiantion del partito. Anche con il trionfo del Super Tuesday, il magnate del real estate e’ riuscito fino a questo momento ad aggiudicarsi solo la meta’ dei delegati attribuiti con le primarie, lasciando aperti spiragli ai rivali, Romney compreso. (AGI) 

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