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Usa 2016: Wp, mail 'cancellate' di Clinton sono ancora sul suo server privato

(AGI) – Washington, 13 set. – Le 31.000 mail, su un totale di 60.000, che Hillary Clinton ha sostenuto essere esclusivamente private e quindi di averle fatte cancellare non sono state affatto cancellate. Anzi sono del tutto recuperabili. “Non siamo a conoscenza che il server sia stato cancellato”, anzi, “tutte le informazioni in nostro possesso ci dicono che il server non e’ stato cancellato” ha rivelato al Washington Post la Platte River, la societa’ di Denver in Colorado, che ha gestito e gestisce il server privato usato da Clinton – invece di quello governativo del dipartimento di Stato – per inviare e ricevere tutta la corispondenza elettronica nei 4 anni in cui e’ stata segretario di Stato (2009-2013). La notizia data dal Post ha gia’ spinto i senatori repubblicani Charles Grassley e Ron Johnson, presidenti, rispettivamente, della commissione Giustizia e Sicurezza Interna, a chiedere di verificare anche le mail considerate private da Clinton se effettivamente potranno essere recuperate. Questo’ l’ultimo sviluppo del cosidetto ‘Emailgate’ – su cui sta indagando l’Fbi – ossia l’accusa che Clinton abbia fatto passare su un server non protetto informazioni classificate e top secret e quindi potenzialmente hakcerabili, violando – se sara’ dimostrato – la legge anti-spionaggio. Lo scandalo, che l’ha fatta e la sta facendo crollare nei consensi, e’ iniziato il 2 marzo quando il New York Times ha rivelato che la Clinton ha sempre ed esclusivamente un indirizzo di mail privato per tutta la sua corrispondenza, ufficiale e privata. Scandalo che sin dal primo giorno la candidata democratica alla casa Bianca ha cercato di minimizzare, salvo poi’ essere costretta a fare concessioni, quando il caso e’ montato. Prima ha negato che dal server siano passati documenti segreti. Poi ha specificato che quanto meno non erano formalmente classifcati “all’epoca”, anche se l’indagine in corso ha portato a definire classificato e segreto (fonte Fox News) il materiale in almeno 300 delle sue mail che ha consegnato al dipartimento di Stato. Si tratta delle 30.000 ‘ufficiali’, da lei scremate dalle oltre 60.000 totali. Poi ha rilasciato una dichiarazione in cui si limiteva a dire che era pentita, che aveva commesso un errore, ma senza arrivare a chiedere scusa. Scuse che sono arrivate solo martedi’ scorso. Da ultimo il ministero della Giustizia ha difeso il diritto di Clinton di cancellare le sue mail private, senza entrare nel merito. (AGI)
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