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USA: BIMBA CACCIATA DA UNA SCUOLA CATTOLICA PERCHÉ VESTIVA DA MASCHIO

sUNNIEA otto anni, Sunnie Kahle ama i braccialetti e gli orsacchiotti di peluche, ma ama anche il baseball e i coltelli da caccia. Tre anni fa si è fatta tagliare i capelli, che aveva lunghi sino ai fianchi, per fare una parrucca per una compagna che era malata di cancro e aveva perso i suoi capelli. Da allora non li ha voluti più lunghi: li porta corti, con una piccola frangetta. Non vuole più neanche i vestiti a fiorellini che la nonna le faceva indossare, e preferisce jeans e scarpe da tennis. Troppo, secondo gli amministratori della scuola che frequentava.

Qualche mese fa difatti la scuola ha comunicato alla nonna della bambina che le cose dovevano cambiare, oppure la piccola non era più benvenuta: “La nostra è una scuola cristiana – hanno scritto gli amministratori – . Vogliamo che l’istruzione sia impartita secondo i principi cristiani della Bibbia. E se Sunnie non comprende con chiarezza che Dio l’ha creata donna, e il suo abbigliamento e il suo comportamento non si adeguano all’identità che il Signore le ha assegnato, questa scuola non è il posto migliore per lei”. Dopo questa missiva, la piccola è stata prontamente trasferita dalla famiglia in una scuola pubblica, dove nessuno sembra aver nulla da ridire sui suoi jeans e i suoi gusti da maschiaccio.

Sunnie è cresciuta con i nonni, che l’hanno in affidamento sin da quando era appena nata. E i nonni sono persone molto religiose, e per questo avevano scelto per lei la Timberlake Christian School, un istituto privato vicino alla loro casa di Lynchburg, in Virginia: “Noi conosciamo la Bibbia, e anche Sunnie la conosce, e crede in Gesù Cristo” ha protestato la nonna in un’intervista alla locale stazione della Cbs.
“Sunnie capisce di essere una bambina, ma si diverte con i giochi che fanno i maschietti” ha aggiunto.

La scuola sostiene che c’erano motivi più profondi per le critiche mosse alla bambina, motivi che “non possono essere resi pubblici per questioni di privacy”. Hanno riconosciuto che la bambina andava benein tutte le materie, e che “non c’erano stati problemi di disciplina”, ma hanno insistito che i suoi compagni “erano confusi” perché non capivano se fosse una bambina o un bambino. La nonna risponde offesa: “Non capisco cosa vogliano insinuare. A otto anni si è comunque troppo piccoli per capire questioni di sessualità. Quel che possiamo affermare è che Sunnie sa di essere una femminuccia. E comunque, se un giorno scoprisse di essere lesbica o transessuale, la ameremmo anche di più”.

Intervistata in tv, la bambina ha confessato che spesso i compagni le chiedevano se era femmina o maschio: “Non mi dava fastidio – ha rivelato – . Rispondevo che sono una bambina. Ecco tutto”. Ma Sunnie aggiunge che è dispiaciuta di aver dovuto lasciare la sua vecchia scuola: “Volevo solo essere libera di essere come sono” ha detto. (FONTE IL MESSAGGERO)

 

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