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Usa, Corte Suprema respinge ricorsi contro matrimoni gay

WASHINGTON – I matrimoni gay superano l’ostacolo della Corte Suprema americana negli Stati Uniti. La Corte presieduta da John Roberts ha respinto i ricorsi contro le nozze tra persone dello stesso sesso presentati da 5 Stati: Virginia, Oklahoma, Utah, Wisconsin e Indiana, dove tribunali di grado inferiore li avevano vietati. Così facendo la Corte ha fissato un precedente che potrebbe aprire ai matrimoni gay in tutti gli Stati dell’Unione.
 
Nel giugno del 2013 vi era stata la storica sentenza della Corte Suprema che aveva dichiarato incostituzionale il Defense of Marriage Act, legge federale che definiva il matrimonio esclusivamente come un’unione tra uomo e donna e garantiva i diritti e i benefici del matrimonio, come l’accesso al welfare e l’eredità, solo alle coppie eterosessuali, e non a quelle omosessuali, anche se legalmente sposate. La sentenza di oggi pone immediatamente fine ai divieti stabiliti nei cinque Stati che avevano presentato il ricorso.
 
La decisione della Corte Suprema potrebbe portare ora da 19 (Connecticut, Delaware, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Hampshire,New York, New Jersey, Rhode Island, Vermont, Stato di Washington, California, Illinois, Hawaii, Nuovo Messico, Oregon, Pennsylvania e Wisconsin, oltre che nella capitale Washington, D.C.) a 30 gli Stati dell’Unione in cui le nozze gay potranno essere legalizzate. Il primo Stato a legalizzare le unioni omosessuali fu nel 2004 il Massachusetts
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