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Usa: ex ricercatore licenziato cita Revlon per "antisemitismo"

(AGI) – New York, 31 dic. – Alan Meyers, ex capo ricercatore del colosso della cosmesi Revlon ha citato in giudizio preso la procura federale di Manhattan la societa’ perche’, ha affermato nel ricorso, e’ stato licenziato dopo aver sollevato allarmi in tema di sicurezza che l’Ad, l’italiano Lorenzo Delpani, non aveva voluto sentire e perche’ e’ ebreo. Nel testo Meyers ha sostenuto che Delpani lo aveva accusato di alimentare “fantasmi” di sedicenti problemi di sicurezza in alcuni laboratori recentemente acquisiti dalla societa’, portando ad un rallentamento delle produzioni Meyers, entrato alla Revlon nel 2010 e che dice di essere stato licenziato questo mese, ha anche sostenuto che Delpani era apertamente ostile nei suoi confronti, e che di frequente lo aveva irriso davanti agli altri dirigenti con apprezzamenti – sostiene Meyers – antisemitici e anti americani. Il ricorso accusa Revlon di discriminazioni e e rappresaglie. In una dichiarazione la Revlon ha liquidato la causa come “completamente priva di fondamento” e ha aggiunto che Meyers “si e’ ripetutamente lasciato andare a gravi ‘errori’ di giudizio e non e’ riuscito a rispettare gli alti standard di performance che richiediamo ai nostri dipendenti. Ribatteremo duramente alle sue rivendicazioni prive di basi e a tutta questa azione legale temeraria”. Meyers ha sostenuto che i problemi di sicurezza erano emersi nei laborarori della societa spagnola Colomer acquisita nel 2013 per 660 milioni di dollari da Revlon. L’ex dipendente ha anche sostenuto che Delpani avrebbe cercato di far cancellare dal sistema di mail della societa’ tracce di una lettera del maggio 2014 in cui aveva sollevato dubbi sulla qualita’ dei processi produttivi in un impianto in North Carolina. Nel ricorso Meyers ha anche sostenuto che Delpani lo trattava differentemente da altri membri del suo staff, quasi tutti – ha sostenuto – spagnolo o italiani, perche lui era ebreo e americano. (AGI) .
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