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Usa, pena di morte. Il condannato muore dopo 15 iniezioni e due ore di agonia

Usa, pena di morte. Il condannato muore dopo 15 iniezioni e due ore di agoniaCondannato alla pena di morte muore dopo due ore di agonia e quindici iniezioni letali. Negli Usa scoppia la polemica.

-Redazione- Un’altra esecuzione altamente crudele è avvenuta negli Stati Uniti e precisamente a Tucson, in Ariziona, dove un condannato alla pena capitale, Joseph Wood, è morto dopo 15 iniezioni di un mix letale di farmaci e due ore di atroci sofferenze.

“Si tratta di una esecuzione senza precedenti” denunciano i legali del condannato e le associazioni contro la pena di morte. Nessuno dei protocolli legali è stato seguito. Dopo il fallimento della prima iniezione, infatti, la mano del boia avrebbe dovuto essere fermata, la pena capitale rinviata, cosa che però non è successa.

E ora l’amministrazione Obama vuole vederci chiaro, vuole capire perché tanto accanimento. E il ministro della giustizia, Eric Holder, ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto. L’indignazione è bipartisan. “Questi sono veri e propri episodi di tortura”, ha commentato il senatore repubblicano John McCain, ex candidato presidenziale. E la mente non può che riandare a quanto accaduto a più di un condannato a morte negli ultimi mesi negli Usa.

L’episodio orribile di Tucson si è verificato una settimana fa. ma solo ora sono venuti fuori i verbali di quell’orribile nottata. Nelle vene di Wood sono stati iniettati le normali dosi di sedativo e di farmaci velenosi, ma sull’uomo non avevano l’effetto letale che ci si sarebbe aspettato. Invece di fermare la macchina della morte, è stato deciso di aumentare sempre di più la dose di veleno; sono così state somministrate altre 14 dosi. 
Wood è stato dichiarato deceduto quando mancavano dieci minuti alle 4 del mattino, l’esecuzione era iniziata all’1.53.

La scena – da quanto raccontano i testimoni – è stata raccapricciante, con l’uomo bloccato sul lettino che per almeno 60 volte ha tentato di liberarsi, gemendo e ansimando. 

Ora le esecuzioni in Arizona sono momentaneamente state sospese, e anche il governatore ha aperto un’inchiesta.

-3 agosto 2014-

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