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Usa shutdown

E’ l’incubo di qualunque amministrazione. Ne sa qualcosa anche Barack Obama, che nel 2013 si vide negare da un Congresso nel quale il suo partito – i democratici – non aveva più la maggioranza, l’approvazione della legge finanziaria. E senza il via libera al bilancio federale, il Paese va in ‘shutdown’, letteralmente ‘blocco’, di tutte le attività governative non essenziali.

This is the behavior of obstructionist losers, not legislators. When Dems pay our armed forces & first responders we will reopen negotiations on immigration reform. During the politically manufactured #SchumerShutdown, @POTUS will fight for & protect the American people.

— The White House (@WhiteHouse) 20 gennaio 2018

I cittadini statunitensi si svegliano con una pubblica amministrazione ridotta ai servizi essenziali, con 800mila dipendenti federali destinati a restare a casa senza stipendio.


Cosa successe nel 2013 e cosa è successo ora

Alla mezzanotte di Washington (le sei del mattino del 20 gennaio in Italia), le agenzie federali hanno dovuto dichiarare la sospensione delle attività. Nel 2013 furono i repubblicani a causarlo: pur di affondare la riforma sanitaria Obamacare​ si rifiutarono persino di accettare l’approvazione di un bilancio provvisorio. Oggi, sono i repubblicani ad accusare i democratici, di ricattare il presidente Trump. I dem avrebbero approvato la versione della legge sul rifinanziamento, passata alla Camera, solo se ci fosse stato un accordo sui cosiddetti ‘dreamer​’, gli immigrati illegali entrati negli Usa quando erano minori. Dreamer cui a settembre Trump ha tolto ogni garanzia con un provvedimento poi bloccato da alcuni giudici federali.


Gli effetti del blocco

  • ​CASA BIANCA E CONGRESSO. Le strutture restano aperte, seppure con personale ridotto.
  • PENTAGONO. Il personale militare rimane in servizio, sebbene il versamento degli stipendi potrebbe subire ritardi. Buona parte del personale civile rischia però di essere mandato a casa.
  • SICUREZZA NAZIONALE. I servizi rimangono operativi, compresi il controllo alle frontiere e la sicurezza aeroportuale.
  • RICERCA MEDICA. Gli Istituti Nazionali di Sanità non potranno curare nuovi pazienti o effettuare test clinici.
  • MUSEI E PARCHI NAZIONALI. Serrata totale, Statua della Libertà compresa.
  • NASA. Le operazioni che riguardano la Stazione Spaziale Internazionale proseguiranno, ma alla maggior parte dei 18mila dipendenti è stato ordinato di restare a casa. Senza stipendio.
  • AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. In Usa non c’è teoricamente nessuno che stia monitorando la qualità dell’aria e dell’acqua o garantendo il rispetto delle norme sull’inquinamento da idrocarburi.
  • POSTE. Il servizio postale resta attivo, godendo di fonti di finanziamento indipendenti.
  • SICUREZZA SOCIALE. Gli uffici sono chiusi ma i programmi di assistenza restano attivi, sebbene non a pieno regime. Restano aperti gli ospedali per veterani.
  • WASHINGTON. Il Congresso ha giurisdizione esclusiva sulla capitale. Per evitare gli episodi imbarazzanti che caratterizzarono lo scorso ‘shutdown’, come l’interruzione della raccolta di rifiuti, il sindaco Vincent Grey continuerà a mantenere al lavoro tutti i dipendenti pagandoli con fondi di emergenza. 

Not looking good for our great Military or Safety & Security on the very dangerous Southern Border. Dems want a Shutdown in order to help diminish the great success of the Tax Cuts, and what they are doing for our booming economy.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 20 gennaio 2018

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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