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Usura, giro di vite della Dia a Roma; 16 arresti – Video

Roma – Sono 16 i provvedimenti di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessi dal gip del tribunale di Roma a conclusione dell’operazione ‘Old Cunning‘ che ha consentito alla Dia della capitale di smantellare una associazione criminale dedita a usura e riciclaggio.

L’inchiesta, avviata nel 2012, ha consentito secondo gli investigatori di “far emergere l’esistenza di un gruppo organizzato in stretti rapporti con personaggi noti negli ambienti della malavita romana, oltremodo indicativi della caratura criminale dei capi del sodalizio e delle forti capacita’ ‘di presa’ sulle vittime dei prestiti usurari”.

 

 

Fra le numerose vittime della rete di usura ci sono politici e amministratori locali, commercianti e privati cittadini in sofferenza economica, continuamente vessati “mediante condotte intimidatorie ed estorsive” per ottenere il saldo delle rate concordate per la restituzione del debito, con un tasso usurario compreso “tra il 70 e il 150% annuo”.

L’indagine ‘Old Cunning’ trae le mosse dalla figura di Antonio D’Angeli, un pensionato con una notevole disponibilita’ economica impegnato in una serie di consistenti operazioni immobiliari. Attraverso questa figura gli uomini della Dia di Roma sono riusciti a individuare un’organizzazione criminale dedita principalmente all’usura e che vedeva il coinvolgimento, oltre che di personaggi di notevole spessore criminale legati alla ‘banda della Magliana’, anche di due direttori di banca: questi ultimi, secondo l’accusa, “agevolavano l’emissione di mutui senza alcuna garanzia, nei confronti delle vittime, allo scopo di consentire all’organizzazione di recuperare i profitti illeciti, omettendo fra l’altro di segnalare le operazioni finanziarie sospette poste in essere da alcuni degli indagati”.

All’organizzazione contribuivano anche i gestori di alcuni bar incaricati di riciclare i proventi dell’attivita’ attraverso la riscossione di titoli di credito degli usurati che venivano immediatamente sostituiti con denaro liquido. Al vertice dell’organizzazione, secondo gli investigatori, figurava Benedetto Giovanni Stranieri, 53 anni,già arrestato nel gennaio 2015, che nel suo studio di avvocato a Roma, incontrava, quasi giornalmente, D’Angeli e l’altro principale ‘socio’ Roberto Castroni, ai quali “dava indicazioni e ordini circa le modalita’ dell’attivita’ di usura, concordando anche gli interventi nei confronti dei debitori insolventi”. Come esattori l’organizzazione si avvaleva anche di personaggi di spessore criminale che attraverso minacce e atteggiamenti. (AGI)

 

 

 

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