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Vaccini: milleproroghe a settembre, incertezza sull'autocertificazioni e il rinvio delle sanzioni 

Il dl milleproroghe non sarà convertito in legge prima della pausa estiva, quindi avverrà ad anno scolastico già iniziato in gran parte d’Italia. L’annuncio della calendarizzazione del provvedimento alla Camera per l’11 settembre apre grandi interrogativi sul fronte vaccini: l’emendamento al dl a firma Lega-M5s, che rinvia di un anno l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge Lorenzin per i bimbi non vaccinati (ossia l’esclusione da scuola nella fascia 0-6 anni) rischia di non essere approvato in Parlamento prima dell’apertura dell’anno scolastico. Anzi, è certo che sarà così per la Provincia di Bolzano, dove la prima campanella suonerà il 5 settembre, e per Friuli, Piemonte, Abruzzo e Basilicata dove si comincia il 10. Mentre il grosso delle Regioni aprono le aule il 12, appena il giorno dopo l’inizio della discussione a Montecitorio.

Tutto lascia pensare, ma i presidi già denunciano il caos normativo, che la situazione, al rientro in classe, sarà “cristallizzata” ad oggi, ossia con la legge Lorenzin in vigore e l’unica modifica introdotta dalla circolare Grillo-Bussetti che consente di portare un’autocertificazione al posto del certificato vaccinale della Asl. La sanzione massima dovrebbe rimanere: se non si porta neanche l’autocertificazione non si entra in classe.

Il problema si porrà una volta votato il milleproroghe, ad anno scolastico già avviato: il rinvio delle sanzioni sarà valido dall’anno scolastico successivo o, come dice l’emendamento, da quello già in corso? E in questo caso, in caso di bambini respinti dalle scuole saranno fatti rientrare? E se, caso improbabile ma non da escludere, la legge entrerà in vigore quando in alcune Regioni la scuola è partita e in altre no? La situazione, insomma, è in divenire, e le variabili non sono finite. è atteso anche un disegno di legge elaborato dai 5 Stelle, che non è ancora stato presentato in commissione Sanità del Senato, che dovrebbe rivedere radicalmente l’impianto della norma Lorenzin, riducendo drasticamente il numero di vaccini obbligatori per tutti (si parla di 3 o 4 vaccini) e modulando l’obbligatorietà degli altri Regione per Regione, in base alle coperture vaccinali, di cui si dovrebbe avere un quadro preciso grazie all’introduzione dell’anagrafe vaccinale nazionale, prevista dalla legge Lorenzin ma non ancora istituita.

Un incontro urgente al ministro della Salute, Giulia Grillo lo chiedono i presidi italiani, per fare chiarezza sulla normativa sui vaccini. A riferirlo è Mario Rusconi, presidente dell’Anp-Lazio. “Proprio oggi il presidente dell’Anp nazionale si è fatto promotore della richiesta di incontrare il ministro Grillo – dice Rusconi all’Agi, denunciando un “clima di confusione estrema. Non è possibile che vengano propalate notizie vaghe. La scuola ha bisogno di certezze”. Nel mirino dei presidi c’è la circolare presentata il 5 luglio dai ministri della Salute e dell’Istruzione, Grillo e Bussetti, che stabilisce che per l’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019 è sufficiente l’autocertificazione dei genitori.

“Le autocertificazioni arrivano alle scuole – afferma Rusconi – ma poi bisogna verificare se sono vere. A chi tocca questo compito? Con i carichi di lavoro che gravano sulle nostre segreterie non si può pensare che sia l’impiegato scolastico a farsene carico. Significherebbe far stramazzare la scuola. Piuttosto tocca alle Asl fare i controlli e stabilire se siano veritiere. Ma chi ci dice che rispetteranno questo impegno? Anche le regioni avevano garantito la costituzione di un’Anagrafe vaccinale che invece no è mai diventata operativa”. Ma questo caos può comportare uno slittamento dell’anno scolastico? “No – assicura Rusconi – l’anno scolastico deve assolutamente cominciare in maniera regolare ma le forze politiche non devono adoperare la scuola come un ring per le loro battaglie politico-ideologiche. “Non ci possono dire – prosegue Rusconi – di mettere i bambini immunodepressi nelle classi con tutti i bambini vaccinati, perchè non sappiamo con certezza chi è vaccinato e chi non lo è. E poi come ci dobbiamo comportare con gli spazi comuni? I bambini non stanno insieme solo nella classe, ma anche quando vanno a mensa, a giocare, al bagno. Il governo dovrebbe avere più attenzione per i bambini immunodepressi e per le loro famiglie”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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