TwitterFacebookGoogle+

Vaccino italiano migliora effetto farmaci anti-Hiv

Roma – Il vaccino “italiano” Tat sviluppato nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanita’ dal Centro Nazionale AIDS (CNAIDS),diretto da Barbara Ensoli, migliora l’effetto dei farmaci contro l’Hiv. Lo ha stabilito uno studio clinico di fase II condotto in Sudafrica, i cui risultati vengono pubblicati oggi sulla rivista peer-review open access Retrovirology, uno dei giornali piu’ autorevoli nel campo dell’HIV/AIDS. “Con la somministrazione di una piccolissima quantita’ della proteina Tat – ha spiegato Barbara Ensoli – siamo stati in grado di indurre una risposta immunitaria capace di migliorare l’efficacia dei farmaci anti-HIV, evidenziata da un aumento significativo di cellule T CD4. Un risultato che conferma quanto gia’ visto in un precedente trial condotto in Italia”. La ricerca ha coinvolto 200 pazienti in terapia con farmaci anti-HIV, che agiscono bloccando la replicazione del virus.

Sondaggio: metà degli italiani non conosce il virus che causa l’Aids

I partecipanti allo studio sono stati “randomizzati” (ovvero distribuiti in modo casuale) in due gruppi, che hanno ricevuto tre iniezioni per via intradermica di 30 microgrammi di vaccino o di placebo, a distanza di un mese l’una dall’altra. Lo studio e’ stato condotto in “doppio cieco”, ovvero senza che ne’ i volontari ne’ gli sperimentatori conoscessero chi riceveva il vaccino o il placebo. L’apertura dei codici, avvenuta a conclusione dello studio (48 settimane dalla prima vaccinazione),ha evidenziato un aumento significativo di cellule T CD4 nel gruppo dei vaccinati rispetto al placebo. L’aumento era particolarmente evidente per i pazienti con i piu’ bassi livelli di cellule T CD4 al momento della vaccinazione.

“Il Programma di cooperazione bilaterale tra il governo Italiano e quello del Sudafrica per la lotta contro l’HIV/AIDS, di cui fa parte questo studio – ha sottolineato Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – rappresenta un esempio di eccellenza che ha saputo efficacemente trasformare i risultati della ricerca clinica in strumenti per la salute pubblica, promuovendo in tal modo quella che si chiama ricerca traslazionale. Non solo: a partire dal potenziamento del sito clinico-laboristico MeCRU, l’Unita’ di Ricerca Clinica della Sefako Makgatho University del Sudafrica dove si e’ svolto lo studio, fino allo sviluppo in loco di una struttura GMP (Good Manufacturing Practice) per la produzione di vaccini, l’ISS ha promosso innovazione e sviluppo a livello internazionale”.

Il vaccino ha come bersaglio la proteina Tat di HIV, che viene prodotta nelle prime fasi dell’infezione. Tat ha un ruolo chiave nella replicazione virale e nella progressione della malattia, poiche’ indebolisce il sistema immunitario. Il vaccino agisce inducendo anticorpi protettivi in grado di neutralizzare la proteina Tat prodotta dai vari “sottotipi” del virus, inclusi i sottotipi A, B e C circolanti in Asia, Europa, America e Africa. Promette, percio’, di incrementare l’efficacia delle attuali terapie contro le principali forme del virus presenti nel mondo, e in ultima analisi, di aumentare l’aspettativa di vita delle persone con HIV. Questo studio conferma i risultati di un precedente trial (https://retrovirology.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12977-015-0151-y) di fase II condotto in Italia in pazienti infettati con differenti sottotipi di HIV rispetto ai pazienti africani, trattati con farmaci anti-HIV, nel quale si e’ dimostrata, oltre alla sicurezza e all’immunogenicita’, anche la produzione di anticorpi contro Tat e un significativo recupero di cellule T CD4+.

Nel follow-up dello studio italiano, a distanza di tre anni dalla vaccinazione, e’ stata inoltre osservata una significativa diminuzione del “serbatoio” ematico di virus “latente”, una forma silente del virus inattaccabile dai farmaci. Il virus latente e’ responsabile dell’aumento della viremia plasmatica osservata dopo interruzione della terapia o quando la terapia e’ assunta discontinuamente, come avviene in circa il 30% dei pazienti in trattamento. La riduzione del serbatoio di virus latente conseguente alla vaccinazione e’ ora oggetto di uno studio di follow-up anche in Sudafrica, allo scopo di confermare i dati ottenuti con lo studio italiano. (AGI) Pgi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.