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Valentina Nappi, video porno da Oscar: "Sesso come l'horror"

Roma – “Vorrei portare il porno a Hollywood, vorrei che agli Oscar potessero concorrere anche i film per adulti, come fanno quelli di genere horror”. Valentina Nappi, 25enne pornostar italiana, ex allieva di Rocco Siffredi, in un’intervista all’AGI racconta come si è trasformato il mondo della pornografia al tempo di internet. E rivela il suo sogno: vedere in gara nella notte degli Oscar di Los Angeles una pellicola hard. “Il problema è culturale – spiega – se il sesso fosse considerato dalla nostra società come qualcosa di normale, ce ne sarebbe già così tanto nei film cosiddetti ‘normalì che non staremmo neppure qui a discutere”. Secondo la Nappi il cinema pornografico dovrebbe essere considerato ‘di generè e trattato come tale: dovrebbero partecipare agli Oscar i film “la cui finalità è pornografica, ovvero fatti per eccitare, così come partecipano film horror, fatti per spaventare”. E il suo sogno, malgrado sia lontano dal divenire realtà, viene alimentato dal corto in cui ha recitato, ‘Queen Kong’ di Monica Stambrini, presentato la scorsa settimana a Pesaro e vincitore del premio per la miglior regia di un corto narrativo al Queens World Film Festival di New York e che, come sottolinea la Nappi, “è il secondo film porno ad aver vinto un premio ad un festival tradizionale dopo Andrew Blake” che nel 1989 con ‘Night Trips’ nel 1989 ottenne la medaglia d’argento al Worldfest – Houston International Film Festival. Malgrado abbia recitato in un cortometraggio definito ‘porno d’autorè, la Nappi ha le idee chiare sulla sua professione e, soprattutto, sulla funzione della pornografia.

 

 

“La differenza tra arte e porno è la stessa che c’è tra arte e design: una tazza pelosa è un oggetto d’arte, non di design. Invece una tazza di ceramica è un prodotto di design perchè è utile. Dal mio punto di vista, dunque, il prodotto pornografico è fatto per essere utilizzato per eccitarsi e quindi ha una sua utilità. Comunque – aggiunge – come per il design, non c’è un confine netto”, non è sempre chiaro dove finisce il porno e dove inizia l’arte. La Nappi rivendica il suo status di ‘performer’ dell’hard in un momento in cui sembra che questa industria sia in grossa crisi: “Il mercato del porno non esiste più – dice l’attrice nata a Scafati 25 anni fa – basti pensare che un solo caseificio dalle mie parti guadagna più di tutto il porno mondiale”. E allora per esercitare la professione bisogna andare via dall’Italia. Lei stessa lavora (e vive) soprattutto negli Stati Uniti. “Per gli italiani non ha più senso fare porno – spiega -. Dato che non si guadagna più come si guadagnava una volta, c’è l’idea che non conviene più compromettersi”. Valentina Nappi spiega poi come sono cambiati il mondo e l’industria del porno con l’avvento di internet.

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“Il problema è culturale – ribadisce -. Anche sul web siamo ghettizzati e non possiamo guadagnare come, per esempio, guadagna YouTube perchè il porno può pubblicizzare solo altro materiale per adulti quindi è un cerchio che si chiude e i soldi non entrano. Questo è il problema. Se potessimo pubblicizzare anche altro materiale, faremmo un altro tipo di incasso – aggiunge -. E così le produzioni oggi vivono di membership e pochissimi dvd. Questo, però, accade in America dove i sexy shop sono negozi normali. Da noi invece li nascondono: nelle grandi città nessuno sa dove si trovino”. La sicurezza sanitaria è la priorità per un attore hard. “In America abbiamo un database, un ‘talent testing’ – spiega ancora -. Un test di controllo costa 150 dollari e lo facciamo ogni 14 giorni. Ogni attore è registrato e chiunque può leggere la storia sanitaria del proprio partner di lavoro”.

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Il cinema pornografico oggi non esiste più, racconta ancora Valentina Nappi: “I film non esistono più, a parte la parodie come ‘Spiderman XXX‘: per lo più sono collezioni di scene lunghe dalle due alle cinque ore. Anche perchè per fare i film non ci sono più i soldi”. La vita privata di un’attrice porno presuppone, secondo la Nappi, un rapporto completamente libero. “Io e il mio fidanzato siamo una coppia aperta – spiega -. Secondo me non si può fare porno senza essere una coppia aperta. Ci sono dei performer che dicono di fare sesso promiscuo solo per lavoro, però in realtà finiscono per entrare in situazioni poco carine che non ti rendono felici”. .

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