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Vallonia boccia nuova proposta Ue su trattato con Canada 

Bruxelles – Non si sblocca l’approvazione dello storico accordo commerciale tra Unione Europea e Canada, che doveva essere finalizzato in questi giorni dopo sette anni di trattative ma che è stato bocciato dal governo della Vallonia, una delle tre macro-regioni del Belgio. La Commissione Europea ha inviato al presidente-ministro della Vallonia, Paul Magnette, il testo di una nuova dichiarazione vincolante sulla protezione dei nuovi investimenti e ha dato un ultimatum al Belgio fino a lunedì notte per dire sì o no all’accordo sul trattato di libero scambio con il Canada. La Vallonia però si è detta “delusa” dalla nuova proposta presentata dall’Ue: “Ci dà un documento deludente e in parallelo ci viene dato un ultimatum. E’ molto sorprendente e questo ci porta a farci delle domande sullo scopo” di questa nuova offerta, ha affermato il capo di gabinetto del governo Magnette. “Questo documento ci stupisce in quanto contiene molto di meno rispetto ai risultati raggiunti venerdì e sabato”, ha aggiunto.

Il Ceta, l’accordo che elimina le barriere tra Ue-Canada 

Il Parlamento vallone ha bocciato il cosiddetto “Accordo economico e commerciale globale” (Ceta), un accordo commerciale che l’Unione Europea in cui sono in ballo miliardi di euro e che prevede l’abolizione della quasi totalità delle tasse sui commerci fra Canada e Paesi dell’Unione. Questa bocciatura ha costretto il governo belga a votare contro il Ceta al Consiglio europeo, bloccandone il processo di ratifica. In base alle regole europee, infatti, i trattati commerciali devono essere approvati all’unanimità da tutti i Parlamenti dei Paesi compresi quelli regionali. E’ comunque singolare che l’opposizione della Vallonia, con i suoi 3,6 milioni di abitanti, rischia di condizionare l’intera Unione, che ne ha più di 500 milioni.
 
Il Ceta è stato negoziato nel corso degli ultimi sette anni e prevede l’eliminazione di più del 90 per cento dei dazi e delle barriere doganali tra Canada ed Europa. Secondo alcune stime, gli esportatori europei che lavorano in Canada risparmieranno 500 milioni di euro l’anno da questo abbattimento. Insieme al fallimento del Ttip con gli Stati Uniti, i problemi del Ceta sembrano mostrare che in Europa sia sempre più difficile approvare norme sul commercio internazionale, dopo che per decenni trattati del genere hanno incontrato pochissimi ostacoli.  (AGI)
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