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Vallonia, impossibile rispettare ultimatum Ue sul Ceta

Bruxelles – La Vallonia ritiene che “non sarà possibile rispettare l’ultimatum” di Bruxelles sul Ceta, il trattato di libero scambio tra Ue e Canada. Lo sostiene il presidente del Parlamento vallone, Andre Antoine. Bruxelles ha inviato al presidente-ministro della Vallonia, Paul Magnette, il testo di una nuova dichiarazione vincolante sulla protezione dei nuovi investimenti e ha dato un ultimatum al Belgio fino a lunedì notte per dire sì o no al Ceta, bloccato proprio dal no del governo vallone. Questa bocciatura ha costretto il governo belga a votare contro il Ceta al Consiglio europeo, bloccandone il processo di ratifica. In base alle regole europee, infatti, i trattati commerciali devono essere approvati all’unanimità da tutti i Parlamenti dei Paesi compresi quelli regionali. E’ comunque singolare che l’opposizione della Vallonia, con i suoi 3,6 milioni di abitanti, rischia di condizionare l’intera Unione, che ne ha più di 500 milioni.

Il Belgio è l’unico Paese dei 28 Ue che non può firmare l’accordo, un’intesa che riguarda 500 milioni di europei, a causa dell’opposizione della Vallonia, la regione meridionale francofona del paese.

Il Ceta è stato negoziato nel corso degli ultimi sette anni e prevede l’eliminazione di più del 90 per cento dei dazi e delle barriere doganali tra Canada ed Europa. Secondo alcune stime, gli esportatori europei che lavorano in Canada risparmierebbero 500 milioni di euro l’anno da questo abbattimento. Insieme al fallimento del Ttip con gli Stati Uniti, i problemi del Ceta sembrano mostrare che in Europa sia sempre più difficile approvare norme sul commercio internazionale, dopo che per decenni trattati del genere hanno incontrato pochissimi ostacoli. (AGI)
 

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