Ilva, il vescovo di Taranto: “Speriamo in una illuminazione dello Spirito”
Mons. Santoro: “Un errore non aver capito da subito che la questione ha una rilevanza nazionale”
Redazione - Roma
«Lavoro e salute non possono essere in opposizione. Nella situazione attuale, vediamo seriamente minacciata la possibilità del lavoro, e seriamente attaccata la salute». Lo afferma l’ arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, commentando la situazione dell’Ilva. Secondo il presule, «una soluzione che potrebbe essere realizzata è quella di continuare l’esperienza lavorativa, altrimenti 15 mila persone perderebbero il posto di lavoro». «In tempi di crisi - sottolinea monsignor Santoro - una disoccupazione in massa è un problema molto grave e già ci sono molte famiglie che, angosciate, vengono a visitarmi».
Dall’altro lato, continua l’arcivescovo di Taranto, «l’iniziativa della magistratura ha messo in evidenza - più di quanto non lo sapessimo - la gravità dell’attacco alla salute fatto dalle emissioni che contaminano l’ambiente». «Il mio giudizio - scandisce il prelato - è che lo Spirito ci illumini in una soluzione che contempli l’attenzione ai due aspetti. E penso che se lo Stato decide di intervenire, si può dare continuità al lavoro, mettendo però in atto subito le bonifiche richieste e auspicate».
«C’è - continua monsignor Santoro - qualcosa che non funziona. Quello che ho auspicato da subito è che la questione dell’Ilva fosse considerata come questione nazionale». Alla Cei, conclude, «ho chiesto questa vertenza come elemento di condivisone per tutta la Chiesa italiana» perchè «il primo
aspetto che ha reso grave e quindi è venuto ad essere un elemento turbativo di questa estate, è stato proprio quello di aver lasciato il problema limitato ad una situazione locale».
http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio-articolo/articolo/ilva-17492/
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