Benedetto XVI è andato in pensione, come tante, tantissime persone
“Non abbandono la croce” ha detto Benedetto XVI. Non l’ abbandona ma la cambia.
Mi rendo conto d’ essere impopolare, ma io non riesco a comprendere tutto quest’ entusiasmo per il Papa dimissionario.
Nell’ anomalia, la normalità diventa anomalia.
Il Papa ha fatto ciò che moltissime persone hanno sempre fatto: lasciare un incarico, un lavoro, una missione qualora si sia avanti con l’ età e le forze scemino. Siccome, però, nel mondo anomalo della Chiesa nessun papa si è dimesso come sarebbe normale e naturale, per età e mancanza d’ energie fisiche, le dimissioni di Benedetto XVI a causa dell’ età e mancanza di forze, diventano cosa straordinaria, meravigliosa, da applaudire. Riguardo, poi, alla frase del Papa, pensando alle terribili sofferenze del Cristo crocifisso, e alle terribili sofferenze di tante persone in questo mondo ingiusto,
non converrebbe essere più cauti nell’ affermare d’ essere sulla croce? Chi sta sulla croce non fa in tempo ad invecchiare e mettersi a riposo.
Ciò detto, è ovvio che vedendo quest’ uomo così stanco e avanti negli anni, non si può fare a meno di guardarlo con tenerezza e simpatia, ma non si può dimenticare che come i suoi predecessori, ha continuato a non rendersi conto che non è questa la chiesa che Cristo voleva, ha continuato ad ignorare una parte rilevantissima della predicazione di Gesù: stare lontano da oro e argento e pecunia. Gesù certamente non sognava una chiesa proprietaria d’ immense ricchezze, e un vescovo capo di Stato. Se la Chiesa vuole essere chiesa di Cristo, non deve possedere nulla, altrimenti è altra cosa. Né si può dimenticare che come i suoi predecessori, questo Papa ha continuato a fare discriminazioni che Gesù non faceva, soprattutto nei riguardi delle donne e delle persone omosessuali.
Renato Pierri
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