Bufera su Pio XII
Papa Pacelli, discusso per il «silenzio» di fronte all' Olocausto, è da ieri «venerabile».
GIACOMO GALEAZZI
Con la firma al decreto sulle «virtù eroiche» Benedetto XVI indica come esempio ai fedeli la spiritualità e le opere del Papa che ha attraversato il secondo conflitto mondiale, la Shoah, la parte iniziale della Guerra Fredda e mezzo secolo di polemiche. Per la Santa Sede la «leggenda nera» alimentata su Pacelli negli anni Sessanta dalla piece teatrale «Il Vicario», aveva le sue origini non in una «verità storica», ma nel fermo anti-comunismo di Pio XII
Secondo Ratzinger, Pacelli aveva «colto fin dal suo sorgere il pericolo costituito dalla mostruosa ideologia nazionalsocialista con la sua perniciosa radice antisemita e anticattolica». Insomma «un eroismo che merita il riconoscimento ufficiale della Chiesa». La decisione di ieri riaccende le polemiche innescate dal perdono accordato ai lefebvriani (tra cui il negazionista Williamson) e dalla reintroduzione della messa pre-conciliare in latino, con la preghiera del Venerdì santo per la conversione degli ebrei. L’imminente visita di Benedetto XVI «non è a rischio», assicurano nella comunità ebraica, ma «la palla è in mano al Vaticano per indicare in cosa sia esemplare la condotta di Pio XII». Per Pio XII non è ancora stato individuato un miracolo da attribuirgli. Da Roma a Gerusalemme, la polemica ebraico-cattolica, nei summit diplomatici e sui media, non si è mai interrotta, quando sotto traccia, quando scoppiando in superficie.
Nel museo della Memoria a Gerusalemme la targa su Pio XII sostiene che «mise da parte una lettera contro l’antisemitismo e il razzismo preparata dal suo predecessore e anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano, non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942, non si associò alla condanna espressa dagli Alleati per l’uccisione degli ebrei. Quando vennero deportati da Roma ad Auschwitz, Pio XII non intervenne». Le polemiche sulla sua figura sono dunque destinate a proseguire, nonostante il decisivo riconoscimento concesso ieri da Joseph Ratzinger con l’inattesa accelerazione ad una beatificazione che sembrava al palo
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